Binho, altro giro, ennesimo flop: Seedorf, errare è umano, perseverare...

Binho, altro giro, ennesimo flop: Seedorf, errare è umano, perseverare...MilanNews.it
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
domenica 9 febbraio 2014, 14:00Primo Piano
di Salvatore Trovato

"Robinho si è impegnato". Ci eravamo lasciati così, dopo Milan-Torino, con il tentativo - piuttosto velleitario e goffo - di Clarence Seedorf di difendere e proteggere il proprio giocatore, quel Robinho che, anche a Napoli, ha toppato clamorosamente. Insomma, il brasiliano ha concesso il bis (ma anche il tris, ecc) sette giorni dopo l'ultima prestazione imbarazzante. Prima sulla trequarti, poi a sinistra, talvolta (forse) anche a destra: il sette rossonero non lascia mai il segno - evitando di attirare su di se l'attenzione dei presenti al San Paolo -, neanche al momento della sostituzione, visto che Seedorf gli evita la standing ovation di fischi, esiliandolo sotto la doccia al termine del primo tempo. Roba da "Chi l'ha visto?".

E stavolta, come se non bastasse, Binho tocca meno palloni del solito, lasciando i compagni al loro destino, con la solita voglia ai minimi storici e la percentuale sempre altissima di errori in disimpegno. Eppure, nonostante tutto, mister Seedorf continua, o meglio, si ostina a mandarlo in campo dal primo minuto, scatenando il malcontento (giustificato) dei tifosi, che non digeriscono l'atteggiamento irritante dell'attaccante verdeoro. Un eccesso di fiducia, quello del tecnico olandese, che stona se raffrontato alle tante panchine di Andrea Poli e Riccardo Saponara, giovani con voglia di incidere e che, seppur alle prese con una condizione atletica non ottimale, difficilmente farebbero peggio del "fisicamente al top" Robinho - considerando l'apporto nullo di quest'ultimo in termini di corsa, fiato e qualità -, garantendo maggiore dinamicità ed equilibrio alla squadra. Il Brasile, con ogni probabilità, continua ad attirare l'ex City, che pensa già al suo futuro lontano dall'Italia e dallo stress del calcio che conta: forse, dopo le tante voci, è giunto il momento di pensare a una possibile separazione (non certo anticipata, anzi...), per buona pace di tutti.