Capitano e riferimento, Romagnoli sempre più leader: un gol per trascinare i suoi fuori dalla tempesta
Minuto 13 del secondo tempo di Milan-Genoa: il pallone calciato con forza da Kouamé sbatte su Alessio Romagnoli per poi infilarsi alle spalle di Donnarumma. È il classico - mica tanto - autogol che può tagliare le gambe a una squadra in difficoltà. Ma i rossoneri, per fortuna, hanno un vero capitano. Giovane sì, ma anche smaliziato, scaltro. Soprattutto, legato a questa maglia.
PERNO - Romagnoli, come evidenzia La Gazzetta dello Sport, è capitano e riferimento di questo Milan. È il primo mattone su cui Gattuso spera di innalzare il muro. Se in attacco tutto ruota attorno a Higuain (il Pipita gioca a prescindere, gli altri si vedrà...), dietro è Alessio il centro di gravità permanente. L’insostituibile, tanto per intenderci. Ha legato il suo futuro al club nonostante Yonghong Li e soci, mostrando ancora una volta tutto il suo amore per questi colori. E oggi è lì, in prima linea, a spingere i suoi verso la tanto agognata Champions.
COMPATTEZZA - È ancora presto, ovviamente, per cantare vittoria, ma il gol di Romagnoli al 91esimo di Milan-Genoa ha dato una scossa all’ambiente. Una sorta di segnale, di avviso ai naviganti: i rossoneri non hanno alcuna intenzione di mollare e venderanno carissima la pelle. Alessio è il primo a suonare la carica, perché bisogna essere "compatti e uniti" per riuscire a centrare l’obiettivo.

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