Conviene veramente cederlo?
In queste settimane sono stati fatti candidati più disparati per il ruolo da centravanti rossonero. Mandzukic è stato il più citato, come se bastasse un cambio del "9" per risolvere i problemi in casa Milan. La sfida tra Italia e Inghilterra ha dimostrato che, se il club rossonero ha un problema, non è senz'altro quello della prima punta. Mario Balotelli ha giocato una partita di altissimo livello, mostrandosi decisivo nel momento più caldo e sfruttando al massimo gli assist dei compagni. Già, gli assist dei compagni. Al Milan mancano i Pirlo, i Verratti, i Candreva, i Marchisio... E nonostante tutto, il 45 ne ha segnati 26 in 43 partite, mica pochi! Pensate quanto possa segnare Balotelli, e quanto bene possa fare il centravanti, se la società capisse che per vincere (o almeno tornare a competere) serve rinforzare tecnicamente e sensibilimente il centrocampo.
QUESTIONE ECONOMICA - Qualora arrivassero offerte di oltre 50 milioni, tanto da permettere un totale rimpasto della rosa, pensare ad una cessione di Balotelli non sarebbe senz'altro un'eresia. Il caso del Napoli con Cavani dimostra che, a fronte di una valutazione "monstre", è possibile rinforzare l'intero architrave della rosa. Il problema è che Balotelli, a meno che consegni a forza di gol la quinta stella Mondiale all'Italia, difficilmente verrà richiesto per cifre simili a quella sopracitata. Se il cambio dovesse quindi essere quasi "alla pari", del tipo Mandzukic-Balotelli, il discorso sarebbe molto differente... Il croato ha quattro anni in più del rossonero e, a dirla tutta, il suo potenziale non appare così superiore a quello di SuperMario. Il centravanti del Bayern è un numero 9 puro, di quelli classici, ma ha bisogno di assist a grappolo e, parlando di Milan, si torna al discorso iniziale... Prima di sostituire uno come Balotelli, non sarebbe più logico migliorare il resto della squadra?
TUTTO IN DIVENIRE - Un buon Mondiale di Balotelli, oltre a far pervenire nuove offerte, potrebbe anche far cambiare idea in casa rossonera. Se si vuole tornare grandi, se si vuole provare a risalire la china, mollare il giocatore più forte non è il punto di partenza ideale. Il fatto che Iturbe sia stato preso in considerazione, a fronte delle partenze dei vari Kakà e Robinho, può essere già una strategia beneaugurante. Affiancare l'argentino a Balotelli ed El Shaarawy significherebbe avere probabilmente uno dei migliori attacchi della Serie A. Pensate cosa potrebbe succedere se arrivasse un ottimo acquisto a centrocampo... Il Milan ha già le basi per risalire, ora deve porre gli innesti per poterlo fare.

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