Così lontana, così vicina: quella partita perfetta e l'appuntamento con la storia

Così lontana, così vicina: quella partita perfetta e l'appuntamento con la storiaMilanNews.it
© foto di Federico De Luca
martedì 2 maggio 2017, 12:00Primo Piano
di Pietro Mazzara

Pioveva a dirotto su San Siro la sera del 2 maggio 2007. Lo stadio ribolliva di passione e, nell’aria, quell’elettricità tipica delle grandi notti europee che solo il Milan sa regalare. Il terzo anello chiuso perché, a seguito dell’omicidio Raciti, venne ridotta la capienza della Scala del Calcio, il che fece imbufalire tutti quei tifosi che non riuscirono ad accaparrarsi un biglietto. Dalla Sud una coreografia da brividi ed un messaggio in inglese ai propri ragazzi: “Win for us" che comparì lungo tutta la superficie della Curva.

LE FORMAZIONI  - In campo, il Milan aveva solo un risultato: vincere per ribaltare il 3-2 dell’Old Trafford con il quale il Manchester United di Rooney e Cristiano Ronaldo, si impose nella gara d’andata. Ma quella pioggia che batteva sul campo di San Siro rese la serata magica. Ancelotti si affidò alla miglior formazione possibile con Dida tra i pali, difesa a quattro con Oddo, Nesta, Kaladze e Jankulovski in difesa. Gattuso e Ambrosini a proteggere la regia di Pirlo mentre Seedorf e Kakà avevano totale libertà di movimento alle spalle di Inzaghi. Lo United di Ferguson schierava il tridente composto da Giggs, Rooney e Ronaldo. Non male.

IL CAPOLAVORO -  Ma quella sera, il Milan non poteva sbagliare. E non sbagliò. Ritmo subito altissimo della contesa, con Pirlo a dettare i tempi di gioco e Kakà che penetrava come una lama nel burro tra le linee di centrocampo e difesa degli inglesi. Gattuso a uomo su Ronaldo, con Oddo e Nesta delegati alla doppia scalata. Dall’altro lato, Ambrosini usciva in marcatura su Giggs. Fonti del gioco inglese annullate e allora, ecco la magia delle notti europee del Milan. Kakà, di sinistro, sfrutta al meglio una sponda aerea di Seedorf e fa secco van der Saar per 1-0 al 11’. Al 30’, ecco che San Siro torna a far registrare decibel altissimi: Seedorf salta Brown e batte di nuovo il portiere olandese. 2-0 e dominio totale dei ragazzi di Ancelotti che gestiscono la partita nella ripresa fino al minuto 78’ quando Ambrosini lancia in campo aperto Gilardino (subentrato ad Inzaghi) che segna il 3-0. È il delirio, il biglietto per la finale di Atene viene staccato in massa per l’appuntamento con la storia: la rivincita con il Liverpool. Perché dopo Istanbul, spesso, c’è un’Atene.