Da van Basten al carneade Adiyiah, passando da Boban e Vogel. Ecco i rossoneri mondiali dell'era Berlusconi

Da van Basten al carneade Adiyiah, passando da Boban e Vogel. Ecco i rossoneri mondiali dell'era Berlusconi MilanNews.it
© foto di Federico De Luca
martedì 10 giugno 2014, 12:00Primo Piano
di Riccardo Casali

Il Mondiale in arrivo inverte le classiche priorità dell’estate del tifoso. Almeno per un mese non ci saranno solo e soltanto le trattative di calciomercato a scandire i ritmi giornalieri dell’appassionato pallonaro. Il profumo e l’aria del Mondiale si stanno già insinuando nelle nostre case. Sabato a quest’ora staremo rispolverando il vecchio bandierone italico, le grigliate in piazza con gli amici davanti al maxischermo, i riti pre-partita, il ricordo del gol di Grosso in semifinale, i battiti cardiaci al limite della tachicardia nella sequenza dagli undici metri contro la Francia. Sabato a quest’ora staremo già criticando le scelte di Prandelli perché mai nessuno come noi si sente commissario tecnico. Una miscela di emozioni, dubbi, paure, adrenalina ci starà già attraversando il corpo. Nel mese del Mondiale saremo anche scopritori di talenti: sacrificheremo qualche uscita serale per seguire Belgio – Russia. Seguiremo, inoltre, con una particolare attenzione i giocatori della nostra squadra preferita. Noi tifosi rossoneri avremo gli occhi attaccati a Balotelli e De Sciglio, giusto per fare due nomi, nella speranza che con le loro prestazioni si rivelino patrimoni da tutelare e valorizzare in ottica di una futura cessione (più il primo del secondo ad ogni modo). Avremo un occhio di riguardo per Honda, Zapata nella speranza, che non sia vana soprattutto per il primo, di rivedere il giocatore per cui la folla stravede nel paese del Sol Levante. Ci affideremo ai tackle di Essien, Muntari per stoppare i nostri dubbi sulla prossima stagione rossonera. Ci aggrapperemo a Nigel De Jong per cercare di guardare con fiducia al nuovo corso targato Pippo Inzaghi. Tutti questi, con Abate nella spedizione azzurra ma senza Montolivo crack anche per la prima metà della stagione che verrà, sono i rossoneri targati Brasil 2014: 8 in totale.

MILAN AI MONDIALI - Come otto sono i Mondiali vissuti da Silvio Berlusconi alla presidenza del Milan. Otto tornei in cui abbiamo seguito le gesta e i gesti di molti rossoneri. Ripercorriamo con una carrellata di nomi i Mondiali rossoneri sotto la presidenza ventottenale di Silvio Berlusconi. Alcuni nomi riporteranno alla mente dei tifosi la nostalgia per le vittorie del passato. Altri nome stamperanno un sorrisino ironico sulla nostra bocca e porteranno a chiederci che fine abbiano fatto questi carneadi del pallone. Altri semplicemente hanno fatto la storia del Milan. I primi tre mondiali, ’86 ’90 ’94, sono caratterizzati ancora dalla vecchia formula: sei gironi per un totale di 24 squadre. Nel torneo passato alla storia per la ''Mano de Dios'' di Maradona, il Milan fornisce al Mondiale solo tre giocatori: Paolo Rossi e l’accoppiata inglese Wilkins-Hateley. Era un Milan diverso rispetto a quello che sarebbe diventato di lì a poco. Il 20 febbraio 1986 l’imprenditore Silvio Berlusconi aveva rilevato il club salvandolo da un imminente crack economico. Le ambizioni del nuovo proprietario furono confermate dopo la rassegna Mondiale con la sontuosa campagna acquisti che portò a Milano sulla sponda rossonera giocatori come Donadoni, Galderisi, Galli, Bonetti, Massaro. Quattro anni dopo fu la volta di Italia ’90. I rossoneri fornirono un totale di 7 giocatori, e che giocatori, a due compagini soltanto: Italia e Olanda. Ecco i magnifici sette, scritti e pronunciati tutto d’un fiato: Baresi, Maldini, Ancelotti, Donadoni, Rijkaard, Gullit, Van Basten. Tre scudetti e una Champions dopo, ecco che arriva il caldo asfissiante di Pasadena e il recupero lampo di Baresi concluso con un finale amaro. Otto, numero che ritorna, sono i giocatori forniti dai rossoneri: Costacurta, Maldini, Baresi, Tassotti, Albertini, Donadoni, Massaro più il romeno Florin Răducioiu. Dall’edizione di Francia ’98 si passa alla formula odierna: 8 gironi per 32 squadre. Il contingente rossonero è uno dei più numerosi: Andrè Cruz, Leonardo, Maldini, Costacurta, Albertini, Marcel Desailly, Kluivert, Christian Ziege, Savicevic, Boban. In più la meteora rossonera Winston Bogarde che nella stagione del Mondiale collezionò tre presenze, tre!, e riuscì a staccare il pass per la maglia olandese. Il mondiale nippo-coreano del 2002 oltre a essere passato alla storia e alle cronache per l’indimenticabile arbitro Moreno è stato caratterizzato dalla massiccia presenza di calciatori rossoneri. Ecco la (corposa) lista: Martin Laursen, Thomas Helveg, Roque Junior, Umit Davala, Rui Costa, Josè Chamot, Paolo Maldini, Gattuso, Inzaghi e Abbiati. Il record tuttavia lo si registra nell’edizione trionfale, per noi, del 2006. I giocatori provenienti dal Milan che scendono in campo in Germania sono ben 13: tra loro ricordiamo i campioni del Mondo Gattuso, Inzaghi, Gilardino, Pirlo, Nesta. I brasiliani Cafù, Dida, Kakà, l’eroe di Manchester Andriy Shevchenko , il ceco Marek Jankulovski, l’australiano Kalac, lo svizzero Vogel, e il croato Dario Simic. Passa un quadriennio, il trionfo azzurro svanisce e resta soltanto il tonfo: Gattuso, Zambrotta, Pirlo partecipano alla disfatta collettiva azzurra, Thiago Silva rinvia l’appuntamento con la storia, Klaas-Jan Huntelaar arriva ad un passo dal traguardo. I carneadi rossoneri Oguchi Onyewu e Dominic Adiyiah, riapparsi dal dimenticatoio nel quale si erano inabissati, possono contare la partecipazione al Mondiale. Il nostro viaggio intrapreso da Messico '86 e concluso con Sudafrica 2010, passato attraverso Europa, America, e Asia, è giunto al termine. Prossima fermata, Brasile 2014.