Gazzetta - Albertini: "Al Milan c’è grande confusione. Ok i giovani, ma servono giocatori esperti"

31.03.2020 09:56 di Salvatore Trovato   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gazzetta - Albertini: "Al Milan c’è grande confusione. Ok i giovani, ma servono giocatori esperti"

Cuore rossonero, mentalità da manager. O da dirigente, se preferite. Demetrio Albertini, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, si è messo in mostra anche in ruoli dirigenziali (e federali). Ed è proprio dall’alto della sua esperienza, maturata in questi anni, che parla di Milan, dell’attuale Milan, con un certo malcontento.

"Secondo me al Milan c’è grande confusione - ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport in merito all’addio di Boban -. Poi, da una parte c’è un amico e dall’altra una persona, Gazidis, che ho incontrato poche volte. Credo che il Milan abbia perso un elemento valido, ma è come in uno spogliatoio: se ci sono tanti fuoriclasse, tante teste che non vanno d’accordo, è inutile cercare la colpa. Non è che qualcuno abbia sbagliato, alla fine è sbagliata la stagione e chi ci rimette è il Milan. Adesso serve un progetto sportivo chiaro, ripartire ogni anno da zero non serve. Se il Milan è soltanto un progetto economico, che lo dicano".

Il progetto di Elliott e Gazidis sembra essere chiaro: investire sui giovani, soltanto sui giovani. "Investire sui vivai è giusto - ha affermato Albertini - ma i giovani in Italia non bastano. Servono giocatori esperti per far crescere i giovani e lo dico per vita vissuta. I giovani non possono avere continuità. E poi bisogna creare un senso di appartenenza. I club italiani hanno bisogno di italiani: parlo del Milan, ma anche della Juve o dell’Inter, che guarda caso ha preso Sensi e Barella. A Madrid, per quanto possano spendere sul mercato, i tifosi si arrabbiano se non vengono ingaggiati giocatori spagnoli, ed è lo stesso ovunque. Io sono cresciuto in una squadra forte, ho vinto grazie agli olandesi e a Weah e Boban e altri, poi c’eravamo noi. Senso di appartenenza e giocatori esperti: senza questo i giovani non bastano".

Esperienza, quindi Ibrahimovic. Ma il club sembra intenzionato a non rinnovargli il contratto: "Lo sport è emozione, il Milan sembrava una pozza d’acqua e Zlatan è stato il sasso gettato nello stagno. Ha creato emozioni. E ha dimostrato che può ancora giocare in Serie A, magari non tutte le partite, ma questo conta poco".

Nel corso dell’intervista, Albertini ha parlato anche del "litigio social" con Pippo Inzaghi: "Non ho litigato, siamo amici e con Pippo non ho problemi. Ma mi dà fastidio che si pensi che se non ripartiamo c’è sotto qualcosa. La priorità è la salute. Anche io vorrei che si tornasse a giocare, anche io vorrei uscire di casa, oggi, anzi ieri. Ma se uno pensa al convoglio tragico di Bergamo non può non concordare che il primo dovere è riflettere. Anche io come tutti ho perso qualcuno che conoscevo. I social sono spesso una questione di pancia, volevo esprimere il mio dissenso con certe frasi. Comunque, entro aprile dovremo capire se giocare o congelare".