Gazzetta - Milan, corsa a tre per la panchina: Ancelotti-Conte-Emery, tra complicazioni e budget

Gazzetta - Milan, corsa a tre per la panchina: Ancelotti-Conte-Emery, tra complicazioni e budgetMilanNews.it
© foto di Federico De Luca
martedì 19 maggio 2015, 10:02Primo Piano
di Salvatore Trovato

Tre nomi, tre possibili alternative, tre profili diversi. Come riporta stamane La Gazzetta dello Sport, per la panchina del Milan è una corsa a tre. I sentimenti portano sempre a Carlo Ancelotti, ma le strade principali battute in queste settimane da Adriano Galliani sono altre: a un anno di distanza, l’amministratore delegato milanista è tornato a dialogare sia con Antonio Conte che con il tecnico del Siviglia, Unai Emery. Ma andiamo con ordine.

PISTE DIFFICILI - Il sogno rimane Ancelotti. Il feeling è intatto, ma l’ex rossonero è legato al Real ancora per un anno. In attesa della decisione di Florentino Perez - scrive la rosea - è difficile credere che possa accettare la proposta di tornare a Milano. In via Aldo Rossi sanno benissimo quanto sia difficile portare a termine questo progetto. Insomma, bisogna guardare altrove. Anche l’ipotesi Conte è complicata, ma non impossibile. L’impegno con la Federcalcio sino al prossimo Europeo è un impedimento non da poco, ma l’attuale c.t. non si tirerebbe indietro di fronte alla possibilità di un doppio incarico Milan-Nazionale. Certo, bisognerebbe convincere Tavecchio, senza dimenticare l’inchiesta di Cremona, una spinosa questione che potrebbe allontanare i rossoneri.

IN POLE - In questo lotto di pretendenti, il favorito sembra essere Emery. L’estate scorsa fu davvero a un passo dal Milan, poi Berlusconi preferì dare fiducia a Inzaghi. Lo spagnolo ha superato a pieni voti anche questa stagione e ha una condizione contrattuale decisamente favorevole. È legato sino al 2016 con il Siviglia, ma può liberarsi con il pagamento di una clausola di appena 500mila euro. Un’inezia se rapportata ai 5 milioni necessari per "liberare" Vincenzo Montella dalla Fiorentina. La decisione finale, ovviamente, spetta a Silvio Berlusconi.