Honda e la metamorfosi rossonero-nipponica: il futuro del giapponese nel Milan di Inzaghi

Honda e la metamorfosi rossonero-nipponica: il futuro del giapponese nel Milan di InzaghiMilanNews.it
© foto di Federico De Luca
domenica 15 giugno 2014, 18:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Keisuke Honda è stato uno dei calciatori più discussi del 2014 rossonero, tra presentazioni faraoniche e prestazioni non sempre convincenti, fino al Mondiale. Già il Mondiale... Il 10 rossonero è il faro principe del Giappone di Zaccheroni, assoluto leader e trascinatore della squadra, non solo con le prestazioni ma anche con i gol. Contro la Costa d'Avorio è arrivata l'ennesima segnatura del fantasista nipponico, autore di uno splendida stilettata di sinistro a spegnersi imparabilmente sotto l'incrocio dei pali. Nel 1886 Robert Louis Stevenson pubblicava "Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde", cento anni dopo Keisuke nasceva a Settsu, città della prefettura di Osaka. Che Honda abbia quindi subito gli influssi del celebre romanzo inglese, mutando forma e personalità tra Giappone e Milan? Crediamo di no... Honda non avrà inciso come prospettato, ma è altresì evidente che la situazione ambientale, tattica e fisica non l'abbia certamente favorito.

QUAL'E' IL VERO HONDA? - Il mondo rossonero forse si aspettava un Honda capace di trascinare il Milan già da subito, nonostante i tantissimi svariati problemi della squadra. Il giapponese non c'è riuscito, mostrando qualche segnale di risalita soltanto tra marzo e aprile, a cavallo delle trasferte di Firenze e Genova. Bisogna anche sottolineare che la posizione tattica non lo ha aiutato: Honda ha giocato da fantasista defilato in carriera, ma mai da ala offensiva in un 4-2-3-1. Il ventottenne nipponico, certamente dotato di un grande sinistro, non è propriamente un velocista, caratteristica che mal si sposa ad un ruolo di fascia.

IL FUTURO - Inzaghi sta impostando il suo Milan sul 4-3-3, altro modulo che non sembra ricalcare al meglio le doti del giapponese. Kakà è in uscita, non solo per ragioni tattiche, ma Honda? Cederlo senza dargli una seconda chance appare sconsigliabile, vista anche la penuria di piedi buoni in casa rossonera. Bisognerà però ritagliargli un ruolo che lo esalti all'interno dell'undici: il nipponico potrebbe rendere bene com mezza punta alle spalle del centravanti (in una sorta di 4-3-2-1), ma anche in una posizione più arretrata... Non è da escludere che SuperPippo possa provarlo come interno nel suo centrocampo a tre, andando quindi a rimpolpare qualitativamente la mediana con un elemento già a disposizione. Ovviamente tutto o quasi dipenderà dal giocatore: sarà Honda a dover dimostrare di essere quello che puntualmente ammiriamo col Giappone e non quello osservato nel suo primo periodo in rossonero.