Il Milan, la Juve e il rumore dei nemici che torna a farsi sentire
C’è voglia di tornare grandi. È quello che traspare dalle parole di Silvio Berlusconi dopo essere uscito dall’ufficio della fiduciaria svizzera T&F Tax and Finance SA dove ha incontrato Gerardo Segat, uomo di fiducia sia di Fininvest sia di Bee Taechaubol e che compare in una foto, pubblicata dal broker thailandese, sul suo profilo Instagram insieme a Licia Ronzulli, anche oggi presente all’incontro. Berlusconi sta portando avanti in prima persona la trattativa, vuole visionare tutto per filo e per segno, senza lasciare nulla al caso perché ciò che sta accadendo al Milan è qualcosa di storico ed epocale. Il mercato, per il rafforzamento della squadra, è una diretta conseguenza delle nuove risorse che Adriano Galliani si è ritrovato in mano dopo l’accordo di venerdì pomeriggio.
DA 0 A 150 – Chissà come si sarà sentito l’amministratore delegato del club quando ha avuto il via libera da Berlusconi per operare sul mercato con un budget di circa 150 milioni di euro. Un ritorno al passato, quando Galliani viaggiava in giro per l’Europa e per il Mondo a cercare di comprare i migliori giocatori da portare al Milan. Adesso, dopo anni di nozze con i fichi secchi e con un budget molto risicato, ecco che il dirigente milanista può tornare ad essere ricevuto dai suoi colleghi degli altri club con il dovuto rispetto e con la possibilità di mettere sul piatto degli assegni molto corposi che potrebbero far decollare quelle trattative necessarie a portare a Milanello giocatori forti e funzionali al progetto tecnico di Sinisa Mihajlovic. E questa nuova linfa del Milan, sul mercato, probabilmente inizia a infastidire qualcuno.
PUZZA DI BRUCIATO? – In primis sembra che a Torino, sponda Juve, l’annunciato ritorno del club rossonero sul mercato pare che abbia procurato più di qualche fastidio. Le parole di Agnelli in conferenza stampa, poi, non hanno fatto altro che alimentare i sospetti di quanto questa nuova primavera milanista possa minare il regno incontrastato della Juventus. Forse non avverrà nella prossima stagione, ma il fatto che il trono, almeno sulla carta, inizi a non essere più stabile dopo i colpi a vuoto di Roma e Napoli, in quel di Torino forse non piace molto. Ma il Milan è sempre stato abituato a tornare grande dopo i periodi bui. E in fondo al tunnel si intravede una luce molto familiare.

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