Il progetto di Inzaghi con il Faraone è ancora possibile
“Quando sono arrivato al Milan, ho pensato di giocare col 4-3-3 perché esaltasse le qualità di El Shaarawy. Lo stimo molto, ma in avanti ne abbiamo sette, cercherò di metterne in campo sempre quattro”. Il progetto di Pippo Inzaghi non è ancora naufragato. Il Faraone è ancora l’uomo in più del Milan. In questo avvio di stagione non ha brillato come si attendeva, ma le qualità sono evidenti e senza infortuni il Faraone può essere ancora determinante.
IL PROGETTO - L’idea di Inzaghi, appena firmato con il Milan a luglio, era quella di improntare la squadra sul 4-3-3 per esaltare le qualità del numero 92. La velocità, la capacità di saltare l’uomo e di crossare per la punta in area di rigore, erano le aspettative di Inzaghi. El Shaarawy lo ha fatto bene contro la Lazio, poi l’infortunio in Nazionale ha complicato i piani. Il dubbio non si fonda sulle qualità del giocatore ma sulla tenuta fisica e la capacità di non avere ricadute. La caviglia è un punto debole ma con il lavoro El Shaarawy può superare anche quest’altro ostacolo. Inzaghi lo vuole titolare sulla sinistra, con Menez o Torres al centro e Honda sulla destra del tridente. Un altro progetto potrebbe essere il 4-2-3-1, molto più dispendioso. In quel caso il Faraone potrebbe giocare nei tre dietro la punta. Ma sarebbe piena competizione con Bonaventura. Tra i due c’è sana competitività e questo potrebbe essere uno stimolo per fare ancora meglio. La sosta tuttavia gioca a suo favore, dieci giorni pieni per tornare a convincere Inzaghi a metterlo dal primo minuto.
COCCOLATO DAI TIFOSI - “Lui ha sempre la mia stima - ha detto recentemente Inzaghi -. Ha la fortuna di avere un ambiente che lo ama. So del suo valore, starà a me farlo giocare nella posizione ideale. Punto tantissimo su di lui". Tutto vero. El Shaarawy è amato dall’ambiente, ancora il giocatore più osannato dal tifo rossonero. La prova tangibile arriva nelle gare casalinghe, quando San Siro si scatena ogni qualvolta che lo speaker annuncia il suo nome prima delle partite, oppure quando entra in campo dalla panchina. Insomma la gente milanista crede ancora in El Shaarawy, così come Inzaghi. Dovrà essere il Faraone a credere ancora in se stesso e compire quel salto di qualità che tutti aspettano.

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