Inzaghi accantona le voci e prova a salvare il salvabile: insieme alle speranze resta solo l'orgoglio
Affrontare questo (lungo) finale di stagione non sarebbe facile per nessuno, immaginiamoci per un uomo ambizioso come Inzaghi, da sempre alla ricerca di trionfi e record. Il traguardo europeo è ora ridotto ad una sorta di fiochissima luce in fondo al tunnel, legata a miracoli (vittorie su vittorie per il Milan) e successi altrui (Europa League a Fiorentina o Napoli). Eppure, in un modo o nell'altro, questo campionato deve portare ad una conclusione, possibilmente meno frustrante possibile. Comprensibile quindi che l'ex numero 9 si affidi al bicchiere mezzo pieno, sottolineando i progressi di Firenze senza però sottrarsi da una umile autocritica: "A Firenze siamo entrati in campo spensierati, abbiamo comandato la partita per lunghi tratti. Dopo il vantaggio abbiamo perso un po' questa spensieratezza ed è subentrata un po' di paura. Dobbiamo gestire meglio certe situazioni. Stiamo lavorando bene, domani avremo la prova del campo che ci dirà se abbiamo fatto le cose bene o male".
SCOGLIO CAGLIARI - Bersagliato dalle voci di possibili e ventilati sostituti, impegnato a salvare la sua panchina, Inzaghi deve mandare giù l'ennesima delusione e rimettere insieme i pezzi. La sfida contro il Cagliari, squadra in difficoltà ma rinfrancata dal ritorno di Zeman, nasconde più di un tranello, soprattutto vista la presenza del tecnico boemo. Al Sant'Elia, solo pochi mesi fa, i rossoblù annichilirono un Milan decisamente più in salute rispetto a quello attuale, motivo in più per fare attenzione e non prendere sotto gamba l'impegno. Questo il messaggio di Inzaghi in vista dell'anticipo del sabato: "Dobbiamo tornare a vincere e portare a casa i tre punti. conosciamo il calcio di Zeman, sarà una gara complicata come tutte quelle che si giocano in Italia. Arriviamo da partite in cui abbiamo raccolto meno di quello che meritavamo, a Firenze abbiamo fatto bene. Speriamo di vincere domani".
FUTURO E SPERANZA - Visto il pressing virtuale dei vari Sarri e Mihajlovic, era inevitabile che nella sala conferenze di Milanello si parlasse anche del futuro di Inzaghi. Il tecnico piacentino, pur conscio delle bassissime percentuali di permanenza, non ha mancato di ribadire il suo sogno, quello di restare ed essere confermato: "A Firenze credo che si sia visto che la squadra segue l'allenatore, questa è la risposta più bella. Mi auguro di restare qui a lungo, sarà la società poi a decidere il mio futuro valutando i risultati. Io credo molto in questi giocatori". Qualsiasi rossonero avrebbe sognato un futuro vincente con Inzaghi, a ricalcare il glorioso passato da calciatore: purtroppo le cose sono andate diversamente, anche a causa di errate valutazioni societarie/dirigenziali, ma fino all'ultimo è corretto che SuperPippo ci speri, provando a chiudere a testa (e soprattutto con orgoglio) alta un'annata terrificante.
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