Inzaghi guida l'ennesima rivoluzione: spazio ai giovani

Inzaghi guida l'ennesima rivoluzione: spazio ai giovaniMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 28 maggio 2014, 12:00Primo Piano
di Federico Sala

Quarantuno anni, alle spalle un passato da bomber più che navigato con oltre 300 reti all'attivo in Serie A prima dell'esperienza di due anni come tecnico del settore giovanile e un physique du role adatto agli standard dei vertici rossoneri: questo in breve il curriculum con cui Filippo Inzaghi si presenta sulla panchina del Milan, alla prima grande esperienza su un palcoscenico molto importante per dirigere degli attori non proprio di prima classe.

SCELTA IN CASA - Berlusconi e Galliani dopo tre lunghe ore di summit a Villa San Martino hanno optato per un prodotto "fatto in casa", un uomo che conosce alla perfezione anche la polvere di Milanello per la dedizione con cui si è sempre applicato nel ruolo di giocatore e da 24 mesi in quello di allenatore. Inzaghi è un maniaco dei dettagli, sa cosa significhi giocare nel Milan e può sicuramente trasmettere tutti questi valori al team che gli verrà consegnato ai primi di Luglio. Il rischio però è di ripercorrere un Seedorf bis, vista la poca esperienza accumulata nel proprio bagaglio tecnico. Gestire un gruppo di ragazzi è una cosa, amalgamare e far rigare dritto una squadra di 28/29 elementi con ben altro spessore caratteriale, un altra.

RIVOLUZIONE - La scelta di Inzaghi, però, potrebbe essere letta proprio in ottica giovani: la società è ben conscia di non poter più investire grosse somme di denaro e dovrà puntare su un mercato in grado di ringiovanire nettamente la rosa per programmare un futuro ben diverso da quello ingrigito che si presenta oggi. Paloschi è il primo nome sul taccuino dei graditi ritorni, Cristante e Saponara potrebbero finalmente trovare lo spazio giusto per esplodere, mentre Mastour e qualche altro ragazzo della primavera avrebbe la chance di percorrere la stessa strada del tecnico, per lo meno saltuariamente. Le premesse, dunque, per innescare un processo nuovo e lungimirante ci sono tutte, ora tocca alla società permettere ad Inzaghi di lavorare nella maniera più serena possibile e con una squadra all'altezza della situazione, un Seedorf bis sarebbe un'altro punto e a capo che il romanzo rossonero non può più permettersi.