L'ago della bilancia Poli diventa pedina indispensabile

L'ago della bilancia Poli diventa pedina indispensabileMilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 21 febbraio 2014, 18:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

Il Milan di Champions tira fuori ancora una volta il meglio del diavolo. Contro l’Atletico si è visto forse il Milan più bello della stagione, sicuramente il migliore dell’era Seedorf e del 4-2-3-1.
Finalmente la squadra dell’olandese ha interpretato correttamente il nuovo modulo che in fase difensiva diveniva puntualmente un 4-4-2, chiudendo tutti gli spazi alle rinomate ripartenze della squadra di Simeone.
A cambiare volto al diavolo, al di là di una concentrazione alta e di tanta abnegazione di tutti gli interpreti (eccezion fatta per quella sfortunata deviazione di Abate che all’ottantatreesimo ha mandato in tilt le marcature), è stato sicuramente l’inserimento di Andrea Poli nel trio alle spalle della punta.

Il ragazzo di Vittorio Veneto ha portato grande equilibrio in fase difensiva innanzitutto, ma ha aggiunto un’arma importante anche in avanti. Poli, infatti, è l’unico schierabile in quella posizione che per attitudine cerca l’inserimento alle spalle della punta, che si getta nella mischia senza palla, sparigliando le carte difensive dell’avversario. Chi ha ricoperto quel ruolo sino ad oggi (pensiamo a Honda e Robinho) ha sempre cercato il pallone fra i piedi, esattamente come fanno Balotelli, Kakà e Taarabt, rendendo spesso sterile il possesso palla nella trequarti avanzata.
L’abilità di Poli sta proprio nel sapersi sdoppiare, garantendo supporto al centrocampo, quando c’è da contenere, e divenendo uomo capace di perforare le difese avversarie, quando il pallone si sposta sugli esterni. Alla splendida prestazione del numero 16 rossonero è mancata solo la gioia del gol, colpa di un vero e proprio miracolo di Courtois e di un po’ di sfortuna, materializzatasi in quel palo interno che per una questione di centimetri gli ha negato la rete del vantaggio rossonero.

Dopo un inizio difficile alle dipendenze di Seedorf, praticamente mai impiegato sino alla Champions, Andrea Poli sembra essersi ritagliato uno spazio fondamentale nel 4-2-3-1 dell’olandese, divenendo forse indispensabile per caratteristiche in quella posizione.
Il poliedrico centrocampista veneto si è presentato come possibile ago della bilancia di un modulo che per la prima volta il diavolo ha saputo interpretare correttamente, grazie soprattutto all’equilibrio che il sacrificio, la corsa e le qualità di Andrea Poli hanno saputo portare.