Le risposte del Faraone
Quando al 29 del secondo tempo è entrato in campo, San Siro vibrava come raramente succede. Sono pochi i giocatori che hanno avuto la capacità di creare tanta attesa attorno al loro rientro in campo e Stephan El Shaarawy ci è riuscito. Nel momento in cui si è tolto la tuta, tutti i 35 mila spettatori presenti ieri sera hanno iniziato a rumoreggiare dalla trepidazione perché, finalmente, era arrivato il suo momento.
GIUSTO IMPATTO - Fin dal suo ingresso in campo al posto di Torres, El Shaarawy ha dato dimostrazione delle sue doti mettendosi al servizio della squadra sia in fase offensiva che in quella difensiva. Evidentemente la terza esclusione consecutiva dall'undici titolare lo ha pungolato nell'orgoglio facendogli mettere in campo quella determinazione che solo chi ha qualcosa da dover dimostrare ha. E lui ci è riuscito con un paio di giocate pregevoli, l'accelerazione che ha portato alla punizione del 2-0 di Honda e la serpentina sulla linea di fondo al termine della quale ha messo sui piedi di Bonaventura il pallone del potenziale 3-0.
SOSTA PROPIZIA - La mancata convocazione per i prossimi impegni della nazionale non gli è andata giù ma le regole di Conte, così come quelle di Inzaghi, sono ferree e ben chiare. La pausa gli potrà servire per trovare nuovamente smalto e il top della condizione per presentarsi alla sfida con l'Hellas nel migliore dei modi. Intanto il Faraone ha dimostrato che non è ancora tempo di chiuderlo nel sarcofago.

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