Non si può non portarlo all'Europeo
Uno dei meriti avuti da Sinisa Mihajlovic nel corso della sua esperienza sulla panchina del Milan è stato quello di far esordire Gianluigi Donnarumma come portiere titolare. Una scelta che in molti, anche storici intimi di Milanello, avevano condannato come avventata in quanto: “Non si può panchinare un ex Real Madrid per un Primavera”. Eppure, alla luce dei fatti, i giudizi sono mutati partita dopo partita, prestazione dopo prestazione fino ad un plebiscito di consensi che vanno tutti verso la stessa direzione: Gigio è il presente ed il futuro di quel ruolo.
MAESTRI - Che si fosse davanti ad un fenomeno era evidente, in barba anche alle solite malelingue che si aggirano anche nel settore giovanile. Mauro Bianchessi, suo scopritore, fece il diavolo a quattro per portarlo al Milan e in quell’occasione, come in molte altre (gli ultimi sono Calabria e Locatelli), ci aveva visto lungo. Le doti di Donnarumma sono state plasmate da vari maestri del ruolo, che tra il Vismara e Milanello hanno costruito il prototipo del portiere moderno. Il giusto merito, dunque, va tributato a Gigi Ragno, Valerio Fiori, Beniamino Abate, Giorgio Bianchi e, infine, ad Alfredo Magni. Inoltre, è giusto anche ricordare come Donnarumma sia migliorato molto anche nella lettura delle varie situazioni di gioco grazie al "modello Milan" e agli insegnamenti di Cristian Brocchi.
NOTA LIETA - Difficilmente San Siro si innamora di un giovane, ma con Gigio è scattata un’empatia unica e immediata. Forse perché lui, fuori dal campo, è rimasto sempre lo stesso, accettando anche le critiche più feroci e rimodulandole a suo favore, trasformandole così in stimoli per non ripetere certi errori. Anche con la Roma ha compiuto parate di livello. L’abbraccio con Abbiati è stato un segno dei tempi, con il vecchio leone che abdica definitivamente in favore di quello più giovane e forte. Il rinnovo del contratto è già cosa fatta, manca solo l’ufficialità. Ma se c’è un elemento dal quale il Milan dovrà provare a ripartire, quello è certamente il suo portierone. Ah, non portarlo all'Europeo sarebbe quasi uno scandalo, in barba a chi dice che Padelli e Sportiello meritino di più di lui la maglia azzurra. Certe volte il campo e il talentono valgono molto di più tante belle parole.

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