Non solo il campo, ma anche i numeri: ecco perché il 4-3-3 può essere il sistema ideale per affrontare la Juve

Non solo il campo, ma anche i numeri: ecco perché il 4-3-3 può essere il sistema ideale per affrontare la Juve
mercoledì 18 maggio 2016, 19:00Primo Piano
di Pietro Mazzara

Il vista della finale di Coppa Italia, Cristian Brocchi sta pensando di varare un Milan con il 4-3-3, tornando così al modulo che ha accompagnato la prima parte della sua carriera da allenatore nel settore giovanile. Le prove di questi giorni sembrano portare a questa soluzione, con la squadra che potrebbe così rimettersi addosso un vestito che, in autunno, aveva prodotto dei buoni risultati sotto il punto di vista della media punti per partite giocate.

MEDIA PIU’ ALTA -  Nelle sei partite nelle quali Sinisa Mihajlovic ha schierato il Milan con il 4-3-3 – modulo scelto dal serbo per mandare in soffitta il 4-3-1-2 – i rossoneri hanno ottenuto 11 punti, con una media a partita pari a 1,8. Un segnale emblematico di come alcuni dei giocatori si trovassero a loro agio in questo sistema di gioco, reso anche necessario dagli infortuni che avevano ridotto al lumicino il numero degli attaccanti. Con il passaggio al 4-4-2, i punti ottenuti in campionato sono stati 29 in 19 partite (l’equivalente di un girone) con una media di 1,5.

ROMBO, CHE DISASTRO -  Con il modulo preferito dal presidente Berlusconi, ovvero il 4-3-1-2, il Milan ha avuto le difficoltà maggiori, sia con Mihajlovic sia con Brocchi. Nelle 13 partite giocate, i punti ottenuti sono stati solamente 17 con la media punti per partita più bassa rispetto agli altri due moduli, che si assesta sull’1,3. Brocchi conosce molto bene il sistema con i tre in mezzo e i tre davanti e forse, per dare un maggior equilibrio ad una squadra che ha dimostrato di esser troppo spaesata e ancora non in grado di giocare quel calcio propositivo e offensivo che il suo allenatore vorrebbe applicare, questo sistema potrebbe essere il più adatto o, forse, quello più redditizio.