Obiettivi chiari, pochi proclami e molto lavoro: Scaroni traccia la via per riportare il Milan in alto

14.09.2018 20:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Obiettivi chiari, pochi proclami e molto lavoro: Scaroni traccia la via per riportare il Milan in alto

Paolo Scaroni detta la linea che il Milan dovrà seguire nei prossimi 3-5 anni. Il presidente operativo del club, nella doppia intervista concessa a Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, ha ribadito il concetto di come parte sportiva e parte economica debbano andare di pari passo per far si che la squadra ottenga risultati sul campo e anche a livello di sponsorizzazioni e aumento dei ricavi. Pensare che un club come il Milan sia finito fuori dalla top10 dei club più ricchi d’Europa, secondo l’annuale rapporto della Deloitte, è un sintomo abbastanza evidente di come più di qualcosa, negli anni addietro, si sia fermato a livello di crescita economico-commerciale.

SUPPORTO RECIPROCO -  Ovviamente la caduta in disgrazia (sportiva) del Milan è stata una diretta conseguenza della decadenza degli introiti commerciali. Non partecipare alla Champions League per così tanti anni è stato un danno molto grande, che si amplifica se si tiene conto che nelle stagioni 2014-15, 2015-16 e 2016-17 i rossoneri sono rimasti davanti alla televisione a vedere altri club giocare in Europa. Adesso c’è da invertire la rotta, in tutti i sensi. L’Europa League non viene vista come un peso, ma come un obiettivo concreto e con Gattuso il concetto si è rafforzato già lo scorso anno. Centrare la Champions League è l’obiettivo stagionale e sarebbe importantissimo riuscirci perché la forbice degli introiti tra Champions ed Europa League è elevatissima e un buon risultato sul campo, darebbe nuova linfa ai conti del club.

NESSUNO SLOGAN -  Un anno e mezzo fa, Fassone aveva presentato all’Uefa un piano di introiti dalla Cina ai limiti del grottesco, garantendo oltre 100 milioni di incassi nella stagione 2021. Una proiezione alla quale nessuno, a Nyon, ha creduto. Scaroni sotto questo punto di vista è stato molto più accorto (oltre ad aver confermato le spaccature dentro l’ex CdA sulle scelte fatte dall’ex ad), ha fatto capire che c’è la voglia di Elliott di far aumentare sensibilmente il fatturato del club e non è da escludere che il fondo americano possa attingere tra i suoi clienti per poter avere partner nel breve periodo che possano abbinare il loro marchio a quello di un Milan che, dallo scorso 10 luglio, ha riacquistato credibilità e rispetto.