Pippo rivede il modulo e il Milan cambia volto. Maggiori garanzie con il 4-2-3-1

Pippo rivede il modulo e il Milan cambia volto. Maggiori garanzie con il 4-2-3-1MilanNews.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 9 novembre 2014, 12:00Primo Piano
di Salvatore Trovato

Per un Milan positivo in avvio, c’è un altro Milan che, strada facendo, perde bussola e metri sul campo, lasciando spazio e palla agli avversari. Ancora una volta, i rossoneri, schierati con il 4-3-3 da mister Pippo Inzaghi, pagano il conto col passare dei minuti. Il tridente con il "falso nueve", perlomeno a inizio match, sembra funzionare meglio delle ultime uscite, ma basta un piccolo accorgimento tattico della volpe Mihajlović per far crollare l’impalcatura rossonera.

SOLITI LIMITI - Il Milan scatta bene dai blocchi di partenza, sfruttando la velocità dell’ispirato El Shaarawy e la vena del jolly Bonaventura (piazzato in mediana), che fa da collante tra i reparti, mentre Menez svaria senza dare punti di riferimento, spiazzando la retroguardia blucerchiata. Dopo il gol del Faraone, però, e una prima mezzora scarsa di predominio milanista, la Samp cambia pelle: Soriano avanza di qualche metro, togliendo ossigeno a De Jong, e le magagne del "4-3-3 inzaghiano" vengono a galla. Squadra rigida, schiacciata, incapace di porre rimedio alle sfuriate dei padroni di casa, che chiudono all’angolo gli ospiti. Così fino al pareggio di Okaka e alla rete del vantaggio di Eder, che approfitta della solita dormita della retroguardia rossonera su calcio d’angolo.

NUOVA PELLE - Qui, però, Pippo si ravvede, ridisegnando il suo Milan. Fuori Honda, dentro Torres, con Jack alto a destra e Menez sulla trequarti, tra le linee doriane. Un 4-4-1-1 che somiglia molto a un 4-2-3-1, perlomeno in fase offensiva. Ed è tutta un’altra storia, come già accaduto in altre circostanze. La squadra, con questo modulo, sopperisce meglio alle carenze individuali, trovando maggiori soluzioni. Menez e compagni raggiungono il pareggio ma potrebbero andare andare anche oltre se solo Bonera, già ammonito, non decidesse di abbattere Okaka, lasciando i suoi in dieci e vanificando il possibile forcing finale. Insomma, alla luce delle undici gare disputate fin qui (prime tre della stagione a parte), il Milan ha dimostrato di soffrire alla distanza il 4-3-3. Un aspetto su cui mister Inzaghi dovrà lavorare.