Preso per la Champions, Essien fallisce l'appuntamento: il Milan deve cambiare filosofia

Preso per la Champions, Essien fallisce l'appuntamento: il Milan deve cambiare filosofiaMilanNews.it
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 12 marzo 2014, 12:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

I problemi della mediana rossonera non si scoprono certamente ora, dopo l'ultima e pesantissima disfatta di Madrid. In estate, dove sarebbero serviti almeno due innesti di valore a centrocampo, è stato acquisito solo Andrea Poli, ottimo giocatore che tuttavia non può risollevare da solo le sorti di un intero reparto. Le squalifiche "europee" di Montolivo e Muntari hanno indotto il Milan a tornare sul mercato, ricercando un nuovo mediano che potesse giocare in Champions ed aiutare concretamente la squadra. Tra dicembre e gennaio ci sono stati interessamenti, voci e indiscrezioni, ma tutti i presunti (o ventilati) obiettivi sono sfumati: prima Nainggolan, poi Jorginho, quest'ultimo trasferitosi al Napoli in comproprietà per cinque milioni di euro. La scelta della dirigenza rossonera è quindi ricaduta sull'ennesimo giocatore a titolo gratuito: Michael Essien. L'esperto ghanese, lasciato partire senza troppi sussulti da Mourinho, ha firmato per un anno e mezzo con il Milan, per un totale di 7.5 milioni lordi di stipendio: una cifra certamente importante per un giocatore che compirà 32 anni il prossimo dicembre.

Lo stesso ammontare poteva essere dedicato ad un elemento giovane ed interessante, come ad esempio Jorginho, andando ad inserire una risorsa importante per presente e futuro. Si è puntato ancora una volta sull'esperienza e sulla carriera, pensando che Essien potesse portare quel surplus necessario a superare il turno in Champions League. Il nativo di Accra, certamente ritrovatosi in un contesto non idilliaco, ha giocato tre partite dal primo minuto mostrandosi in grande difficoltà. A Madrid, nello specifico, l'ex Chelsea ha commesso gravi errori, perdendo i palloni che hanno portato ai primi due gol dei Colchoneros. Evidentemente in società si aspettavano qualcosa di diverso, ma i presupposti non erano totalmente incoraggianti. Per ricostruire un ciclo vincente e duraturo, il Milan deve imparare a costruire dalle basi, investendo per giocatori giovani e qualitativi e impiegando risorse che poi potrebbero essere recuperate.