Problema di mentalità. Serve trovare gli occhi della tigre
Se si volesse cercare di interpretare in maniera non catastrofica la sconfitta contro l’Hellas Verona, potremmo usare la metafora di chi sbatte la testa contro il muro per capire che fa male. Il Milan ha capito due cose dalla partita del Bentegodi: la prima è che non si può giocare solo 20 minuti e pensare di aver vinto la partita, la seconda è quella che si deve attaccare anche dopo essere andati in vantaggio alla ricerca convinta del secondo gol. Un po’ la stessa cosa che era capitata martedì al Philips Stadion quando dopo il gol di El Shaarawy la squadra ha provato a gestire il match senza colpire gli olandesi nel momento in cui versavano in difficoltà. Adesso Allegri deve far capire ai suoi giocatori che mercoledì non ci saranno possibilità per rimediare. Le sue parole e quelle di Montolivo nel post partita hanno segnalato un problema serio, che si avvicina al grave, all’interno della squadra: la tenuta mentale.
Sotto questo punto di vista bisogna crescere subito e con velocità perché se è vero come è vero che questa squadra non ha il tasso qualitativo degli anni d’oro, allo stesso tempo ha dei giocatori le cui caratteristiche dovrebbero essere basate sulla cattiveria agonistica e, più in generale, ci vuole una squadra che sappia aggredire sportivamente gli avversari facendogli capire fin da subito quelle che sono le intenzioni del Milan. Un po’ come avvenuto nelle gare casalinghe della passata stagione con Juventus e Barcellona. Servono quegli occhi, gli occhi della tigre che il Milan deve recuperare. Altrimenti saranno dolori.
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