Rami double face: giusto puntare su di lui per rifondare la difesa?

Rami double face: giusto puntare su di lui per rifondare la difesa?
venerdì 14 marzo 2014, 08:00Primo Piano
di Andrea Terraneo

Giunto in Italia via Spagna a novembre, ma di fatto schierabile solo a partire dallo scorso gennaio, l'impatto di Adil Rami nell'universo milanista si è rivelato a doppio-taglio. Impiegato costantemente da Clarence Seedorf, il franco-marocchino ha infatti alternato ottime prestazioni ad errori marchiani nelle undici presenze in cui è stato chiamato in causa: distribuite fra campionato, coppa nazionale e Champions League. Difensore centrale, ventottenne, un metro e novanta per ottantotto kilogrammi, più rude e spigoloso piuttosto che pulito negli interventi, Rami una volta arrivato al Milan ha deciso di indossare la maglia numero 13. Scelta coraggiosa questa; visto che il 13 è stato in passato la divisa di un ex grande giocatore del reparto arretrato milanista: Alessandro Nesta che dimostra la grande personalità del francese.

Rami inoltre, da quando veste il rossonero, ha dimostrato anche una buonissima confidenza con il gol; da gennaio ad oggi ha già assaggiato l'ebrezza della segnatura in due occasioni: la prima a San Siro con il Torino con una conclusione da fuori area e a Marassi quando di testa ha siglato il 2 a 0 nella vittoria sulla Sampdoria padrone di casa. Se questi sono stati gli apici raggiunti dall'ex difensore del Valencia, nello stesso periodo Adil ha commesso anche errori costati cari alla squadra di Clarence Seedorf. Distrazioni commesse soprattutto quando il neo-centrale rossonero ha calcato il palcoscenico europeo: situazione assai strana questa per un calciatore che in carriera ha timbrato 26 presenze con la nazionale francese compresa l'esperienza a Euro 2012.

Imbarazzante per Rami è stato il confronto con il centroavanti dell'Atletico Madrid Diego Costa, il quale fra le due gare di andata e ritorno ha letteralmente scherzato il numero 13 nelle due occasioni concluse entrambe con le reti dell' uno a zero per gli uomini di Diego Pablo Simeone. Anche in campionato però Rami ha peccato di ingenuità, basta ricordare il pasticcio che ha scaturito la rete del vantaggio di Llorente nel due a zero con cui la Juventus ha espugnato San Siro. A seguito di queste prestazioni in chiaro-scuro e alla luce dell' attuale posizione in rossonero del natio di Bastià - prestito fino a giugno con diritto di riscatto dal Valencia -, dalle parti di Casa Milan si valuta se inserire Rami nell'ossatura futura del club. Ad oggi vista la media voto - comunque sufficiente -, unita alla scarsa qualità complessiva del reparto arretrato milanista, la bilancia sembra pendere per la riconferma del numero 13, anche se da solo non basta per tappezzare le sbavature di un intero reparto.