Senza il Pipita in campo c'è solo Cutrone, in panchina nessuno. Un altro buon motivo per riaccogliere Zlatan

Senza il Pipita in campo c'è solo Cutrone, in panchina nessuno. Un altro buon motivo per riaccogliere ZlatanMilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
venerdì 23 novembre 2018, 20:28Primo Piano
di Matteo Calcagni

Nessuno sconto per Gonzalo Higuain che, dopo la reazione contro la Juventus, era stato squalificato per due giornate effettive di gara. Alcuni confidavano nella riduzione, altri erano piuttosto scettici, considerando che l'argentino ha ricevuto un turno di stop per l'espulsione e il successivo per lo sfogo (seppur privo di insulti) nei confronti del direttore di gara. Il Pipita, quindi, dovrà saltare sia la gara dell'Olimpico contro la Lazio sia quella a San Siro con il Parma, due sfide dove Gattuso potrà contare sul solo Cutrone come centravanti di ruolo.

FIDUCIA A PATRICK MA LA PANCHINA E' DESERTA - Rinunciare a Higuain non è assolutamente semplice, ma Cutrone, per larghi tratti della scorsa stagione, è stato il trascinatore di un Milan "spuntato", che pagava l'anemia realizzativa del binomio Kalinic-André Silva. Il classe '98 non può essere paragonabile al fuoriclasse argentino, ma sarà perfettamente in grado di guidare il reparto offensivo in entrambe le partite. E sappiamo che l'Olimpico gli porta piuttosto bene, come dimostrato contro la Roma ad inizio 2018. Il problema, semmai, è relativo alla alternative: in panchina non sono presenti altri centravanti e, in caso di necessità, il tecnico rossonero potrà provare a cambiare le carte in tavola soltanto con Castillejo e Borini.

LA MIGLIOR SOLUZIONE PER L'ATTACCO - In quest'ottica fa quasi sorridere che una parte dell'opinione pubblica continui a considerare Ibrahimovic superfluo o "meno necessario" rispetto ad altri innesti. Sicuramente il Milan deve operare anche in difesa e a centrocampo, ma in attacco la situazione non è certamente più rosea: due soli centravanti non possono bastare, soprattutto con un modulo a due punte. Quindi ben venga Zlatan, anche a trentasette anni, considerando che quello che attualmente viene considerato il terzo attaccante, ovvero Borini, viene spesso inserito in una serie infinita di ruoli. Immaginatevi queste due sfide con Cutrone e Ibrahimovic: una situazione completamente capovolta. E pensare che da gennaio a maggio 2019 Higuain e Cutrone non saltino neanche un match è alquanto utopistico. Alcuni potrebbero preferire profili più giovani per l'attacco (ricordiamo che arriverà già Paquetà come mezza punta), ma costerebbero infinitamente di più rispetto a Zlatan, per il quale il Milan dovrà spendere soltanto per lo stipendio (si parla di 2/3 milioni di euro). Con Ibra il Diavolo risolverebbe in un colpo il problema per l'attacco e avrebbe ancora le risorse economiche per rinforzare gli altri reparti.