Strapotere Petagna, gol e sacrificio per un bomber che punta in alto
La firma di Andrea Petagna sulla vittoria della Viareggio Cup balza agli occhi. Non solo la perla del momentaneo pareggio rossonero, un gol di fattura pregevole in un momento delicatissimo, la punta di Pippo Inzaghi entra in tutte le azioni da gol del diavolo, soprattutto diventa attaccante boa, capace di impensierire da solo la retroguardia avversaria e di far salire la squadra anche in inferiorità numerica.
Dire che questa finale Petagna l’ha vinta da solo non sarebbe corretto nei confronti dei suoi compagni, protagonisti di una gara tatticamente perfetta e di grande carattere, ma il triestino classe ’95 c’è andato molto vicino. Catalizzatore dell’azione rossonera, è stato la colonna cui appoggiarsi durante tutti i lunghissimi 120 minuti contro l’Anderlecht.
In questa categoria Petagna fa la differenza, il suo strapotere fisico ha annichilito la pur ottima difesa belga, la tecnica è di livello assoluto come dimostra la rete in girata (un colpo degno del miglior Bobo Vieri, giocatore cui sembra avvicinarsi per caratteristiche, sempre con le dovute proporzioni), nonché l’azione solitaria che ha seminato avversari e fornito a Mastalli il pallone buono per chiudere la pratica Anderlecht.
Un giocatore completo Petagna, sempre decisivo con i pari età, forse ancora acerbo quando indossa la maglia della prima squadra. Se le qualità tecniche e fisiche ci sono tutte, infatti, c’è da affinare la componente tattica per renderlo un giocatore completo e pronto per il salto di qualità. In questo senso, probabilmente, va inquadrato il ritorno dal prestito dalla Sampdoria, permettendo al ragazzo di lavorare a Milanello con i campioni della prima squadra e, perché no, con Pippo Inzaghi.
Nel frattempo i 120 minuti di Petagna nella finale del Viareggio sono da incorniciare, una prestazione maiuscola, perfetta, senza sbavature, fatta di sacrificio e colpi di classe, da vero e proprio leader, uomo squadra unico per una formazione giovanile.
Se il diavolo è divenuto la squadra più titolata nel pregiatissimo Torneo di Viareggio molto lo deve al bomber con il numero 9, capace di essere fulcro del gioco e finalizzatore, ariete e rifinitore, lottatore unico, capace di tenere a bada un intero reparto difensivo. Intorno a lui brillano i vari Pinato, Vido e, soprattutto, Fabbro (capace di cambiare la gara con le sue accelerazioni, ma fin troppo ingenuo nel togliersi la maglia e guadagnare il secondo giallo), Petagna premia puntualmente gli sforzi dei compagni, sfruttando l’ottima intesa con Mastalli.
Un giocatore dal futuro che appare poter divenire brillantissimo, completo e pronto ad imparare il difficile mestiere dell’attaccante, guardando i compagni di squadra come Pazzini, provando a rubare tutti i segreti a mister Inzaghi, forse il più grande di tutti per quel che riguarda il “mestiere”.

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