Tuttosport - Il flop di Cerci: tutti i motivi del fallimento del numero 22 rossonero

Tuttosport - Il flop di Cerci: tutti i motivi del fallimento del numero 22 rossonero
© foto di Alberto Lingria/Photoviews
giovedì 19 marzo 2015, 10:00Primo Piano
di Enrico Ferrazzi

Dopo un lungo corteggiamento durato diversi mesi, a gennaio Adriano Galliani è riuscito a regalare Alessio Cerci a Filippo Inzaghi, che fin dall’estate aveva inserito l’ex Torino in cima alla lista dei suoi desideri: il tecnico rossonero lo riteneva infatti il giocatore perfetto per il suo 4-3-3 ed era certo che sarebbe potuto diventare uno dei grandi protagonisti della sua squadra. Purtroppo però finora le cose non sono andate come SuperPippo sperava e dietro al flop di Cerci, secondo Tuttosport, ci sono diversi motivi.

SOLO CON VENTURA - Innanzitutto, il rapporto tra Inzaghi e il numero 22 rossonero sembra essersi deteriorato nelle ultime settimane: il feeling tra i due pare infatti essersi spezzato in quanto SuperPippo, che ha fatto di tutto per convincerlo ad accettare l’offerta milanista, si aspettava maggiore impegno. Dopo aver trovato difficoltà con Simeone all’Atletico Madrid, Cerci sta ora faticando anche ad entrare negli schemi di Inzaghi e sta dimostrando i soliti problemi di personalità. L’attaccante milanista non riesce a rendere come ha fatto nella sua carriera quando era allenato da Ventura, che sembra essere l’unico tecnico in grado di farlo rendere al meglio.

GLI SCHEMI DI INZAGHI - Nei piani del Milan, Cerci doveva essere quello che avrebbe dovuto dare la spinta decisiva in attacco per raggiungere il terzo posto, ma purtroppo il suo rendimento non è stato fino a questo momento positivo: l’ex Torino, infatti, sta trovando parecchie difficoltà a ritrovare la forma migliore dopo aver passato quattro mesi in panchina nell’Atletico Madrid. Anche la grande concorrenza che c’è nel reparto offensivo rossonero e i continui cambi di modulo di Inzaghi non lo hanno certamente aiutando, in quanto come seconda punta SuperPippo gli preferisce Menez, mentre nel tridente molto spesso il tecnico milanista schiera a destra Honda che dà maggiore equilibrio alla squadra rossonera. È chiaro quindi che a Casa Milan si aspettavano molto di più da Cerchi, che ora ha ancora 11 partite per far cambiare idea a tutti e dimostrare il suo vero valore.