Un altro flop in attesa del finale di stagione: gli errori di Guida vanno di pari passo con quelli del Milan
E' innegabile, forse come non mai in questo campionato, che gli episodi abbiano condizionato la gara tra Sassuolo e Milan, già fissata ad un orario bizzarro per un torrido 17 maggio. Un pallone che probabilmente non era entrato, un fuorigioco che forse c'era e un'espulsione francamente rivedibile... Non bisogna però accampare scuse e concentrarsi sugli errori milanisti, i quali vanno di pari passo con quelli di Guida. Perché Inzaghi ha puntato su Bonera, in marcatura su Berardi, dopo il nefasto precedente dello scorso anno? Perché, dopo il dubbio 1-0, la squadra ha perso la bussola e prestato il fianco ai contropiedi? Perché Destro deve costantemente abbandonare il terreno di gioco ad inizio ripresa? E si potrebbe proseguire, ancora e ancora...
DUE GARE AL TERMINE - L'unica cosa positiva, dopo il tonfo di Reggio Emilia, è presto individuabile nel calendario, con una partita in meno in vista del tanto agognato termine di stagione. Ora mancano solo le gare contro Torino e Atalanta, ultimi scogli di un campionato che sembra non volere finire mai. La squadra, ad eccezione del successo interno con la Roma, non è quasi mai riuscita a rialzare la testa, proseguendo il trend iper-negativo di questo disarmante 2015. Eppure, una volta smarrite le residue ambizioni europee, sarebbe stato bello vedere un Milan dalla mente sgombra da perduranti timori ed incertezze.
NON BASTANO I RITOCCHI - Società e dirigenza rossonera, tuttavia, non possono limitarsi ad attendere passivamente la chiusura del campionato, come se il "rompete le righe" possa fungere da miracoloso colpo di spugna. La situazione tecnica del Milan ha raggiunto un livello da anno zero, disponendo di pochissimi appigli a cui affidarsi. Non saranno siano sufficienti un paio di ritocchi, tra prestiti e parametri, per rivedere un Milan competitivo anche per semplici obiettivi europei. Serviranno investimenti corposi che, senza cessione di quote societarie, paiono francamente improbabili. Berlusconi si è detto preoccupato della mancanza di acquirenti che garantiscano continui capitali, ma ad oggi, senza un un cambio di rotta, sarà complicato arrestare questa pericolosa discesa.
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