Dimenticare il mercato e pensare al Bologna

Dimenticare il mercato e pensare al BolognaMilanNews.it
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sabato 19 gennaio 2013, 15:09Vista dalla Curva
di Davide Bin
Il Milan non deve farsi distrarre dalle voci di mercato: bisogna battere il Bologna per sfruttare una giornata potenzialmente favorevole con due scontri diretti fra squadre che precedono i rossoneri in classifica.

La settimana che sta per chiudersi con l'inizio del week-end di serie A è stata caratterizzata dalle voci di mercato in casa rossonera: Kakà, Beckham, Balotelli, questi i nomi più gettonati e che accendono la fantasia e l'entusiasmo dei tifosi e, quindi, paradossalmente distolgono l'attenzione da un mercato che ad una decina di giorni dal termine non ha ancora portato novità nella rosa del Milan (e, invece, ce ne sarebbe un gran bisogno...) e, soprattutto, da una situazione di classifica ancora non da Milan, perchè un settimo posto non può certo esaltare il popolo rossonero; meglio, quindi, sognare colpi di mercato che magari poi nemmeno si realizzeranno, ma a volte bisognerebbe essere meno umorali e più logici e pensare che i tre nomi citati corrispondono a grandi giocatori, ma si tratta più che altro di campioni dalle spiccate doti offensive, mentre al Milan in questo momento servirebbero almeno un paio di difensori degni di tal nome e, magari, un centrocampista di copertura per sostituire De Jong e impedire che Ambrosini sia costretto ad autodistruggersi giocando con una continuità per lui impossibile (infatti è stato schierato a Genova affaticato dopo l'impegno contro la Juve e si è logicamente infortunato e starà fuori un mesetto). In pratica il Milan che ha poco da investire sul mercato e ha bisogno di rinforzarsi a centrocampo e in difesa, visto che ha il quinto attacco della serie A (non male) ma solo la nona difesa a pari merito con altre squadre (maluccio) cerca solo attaccanti o giocatori offensivi, ma si tratta, purtroppo di un difetto atavico di una dirigenza che ha sempre pensato a rinforzare la squadra solo con attaccanti, trovando al momento del suo arrivo una difesa già fatta e solidissima che è durata per più di dieci anni (Baresi, Tassotti, Maldini, Costacurta e Filippo Galli, tutti già presenti in rosa, nessuno acquistato o cresciuto dalla gestione Berlusconi) e che in più di venticinque anni ha acquistato solo un paio di fenomeni nel reparto difensivo (Nesta e Thiago Silva), un paio di terzini di spinta di grande rendimento (Cafù e Serginho) e tante meteore; questo per spiegare che ciò che sta facendo il Milan sul mercato sembra paradossale ma ha una sua logica per chi conosce la storia della presidenza Berlusconi e forse la colpa è anche di quei (tanti) tifosi che si entusiasmerebbero per il ritorno di Kakà o Beckham o per l'arrivo di Balotelli e considererebbero deficitario un mercato di rinforzo con difensori magari non di gran nome ma utili a colmare le evidenti lacune della squadra. La cosa più evidente, però, è che questa ampia finestra di mercato (quasi un mese) distrae molto i giocatori, quelli considerati in partenza o quelli che vedrebbero il loro posto in squadra messo a rischio da eventuali nuovi arrivi e, forse, hanno ragione quegli allenatori che odiano questo periodo e non vedono l'ora che finisca.

Non bisogna dimenticare, infatti, che siamo a poche ore da una partita molto importante per il Milan: lo scialbo pareggio di Genova non ha consentito di superare la Roma e avvicinare qualche altra squadra e ha smorzato l'entusiasmo di chi ancora crede nel terzo posto o, almeno, in un rientro in zona Europa; il calendario, però, offre immediatamente un'altra possibilità ai rossoneri, ma bisogna partire dal presupposto di conquistare i tre punti a San Siro contro il Bologna: nella stessa giornata, infatti, si giocano Fiorentina-Napoli e Roma-Inter, ovvero due scontri diretti fra quattro delle sei squadre che precedono il Milan e, quindi, c'è l'occasione di recuperare punti ad almeno due, oppure tre, se non addirittura quattro squadre (in caso di due pareggi) e non bisogna lasciarsela sfuggire, soprattutto per futili motivi come quelli di distrazioni provocate dalle trattative di mercato. Purtroppo l'eliminazione dalla Coppa Italia lascia sì alcune settimane libere ad Allegri per allenare bene la squadra (e questo è certamente positivo), ma il purtroppo iniziale deriva proprio dal fatto che, non essendoci impegni infrasettimanali, tutta l'attenzione degli organi di informazione gravitanti in orbita Milan si sposta sulle notizie di mercato, invece di parlare di calcio giocato e questo non è certo positivo. Speriamo che il tecnico sia riuscito a tenere isolata la squadra dalle tante voci (ma ormai è un'impresa difficilissima) perchè altrimenti sarebbe arduo chiedere il massimo impegno a giocatori che magari fra qualche giorno potrebbero essere altrove o spodestati dall'arrivo di nuovi compagni nello stesso ruolo. E' vero, stiamo parlando di professionisti, che non dovrebbero avere di questi problemi, ma si tratta pur sempre di uomini, che hanno debolezze umane e comprensibili, quindi sarebbe meglio evitare loro distrazioni di questo tipo a stagione in corso (ripeto, non lo dico io ma fior di allenatori che odiano questa fase di mercato). Il Milan che affronterà il Bologna non dovrebbe discostarsi molto da quello che ha affrontato la Sampdoria: conferma per Abbiati in porta dopo la strepitosa prestazione di Genova, ballottaggio Bonera-Mexes al centro della difesa, Flamini-Nocerino a centrocampo e Niang-Robinho in attacco (con i primi favoriti), con Pazzini (che ha scontato la squalifica) al posto di Bojan, che torna al suo sgradito ruolo di dodicesimo uomo "spaccapartite", che parte dalla panchina e diventa decisivo quando entra, mentre quando comincia la partita dall'inizio spesso delude. Come sempre non conta tanto chi gioca e chi no, ma l'approccio della squadra alla partita e la determinazione con cui i ragazzi scendono in campo: bisogna evitare di regalare il primo tempo agli avversari, bisogna evitare distrazioni e amnesie difensive sui palloni alti, bisogna giocare con feroce determinazione a grande concentrazione, soprattutto contro una squadra capace negli ultimi tempi di espugnare due volte in quattro giorni il San Paolo (prima di Natale), di vincere 4-0 contro il Chievo e di rimontare due gol all'Inter martedì scorso, costringendola ai tempi supplementari; questa è, forse, la buona notizia: gli emiliani hanno giocato 120 minuti in una sfida intensa e combattuta, mentre per una volta il Milan ha il comodo ruolo della squadra che si è allenata per tutta la settimana senza distrazioni e fatiche supplementari e deve sfruttare questo vantaggio, ma, come sempre, sono le motivazioni a fare la differenza e una squadra riposata ma poco concentrata può andare in difficoltà contro una stanca ma determinata. Serve il miglior Milan, serve giocare in velocità, con pressing e gran ritmo, serve, cioè, un Milan ben diverso da quello di Genova e, magari, con il miglior El Shaarawy, autentico trascinatore e top-player di questo Milan (a proposito, tornando al mercato, siamo sicuri che il tanto atteso ritorno di Kakà non tolga spazio in campo al giovane Faraone?), serve la solita spinta della Curva Sud anche in una giornata che si preannuncia negativa dal punto di vista meteorologico (brutto tempo, forse addirittura neve, quindi San Siro desolatamente mezzo vuoto). Bisogna vincere, bisogna conquistare tre punti e alimentare una classifica che, magari, domenica sera potrebbe essere inaspettatamente positiva, con il Milan più vicino a qualche squadra fra quelle che stanno davanti; l'obiettivo rimane risalire il più possibile, quindi lasciamo perdere il mercato e pensiamo a sostenere ed incitare chi già c'è e può consentire al Milan di tornare dove merita di stare per blasone e storia, in attesa di vedere se davvero poi arriverà qualcun altro a dare una mano per centrare l'obiettivo.