Allegri-Milan, capolinea annunciato ma occhio a non emulare Lippi. Galliani e il mercato: la missione è difficile. Balo non è in vendita ma...

Allegri-Milan, capolinea annunciato ma occhio a non emulare Lippi. Galliani e il mercato: la missione è difficile. Balo non è in vendita ma...MilanNews.it
© foto di Studio Buzzi
lunedì 6 gennaio 2014, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Massimiliano Allegri ha annunciato il suo addio al Milan a fine stagione. Una decisione che, a detta del tecnico livornese, sarebbe stata presa in estate e comunicata poi prima di Natale ad Adriano Galliani. Le strade, a maggio, si divideranno dopo 4 anni dove il Milan ha vinto uno scudetto e una Supercoppa Italiana, ne ha perso uno clamoroso a favore della Juventus sia per il celeberrimo gol di Muntari sia (soprattutto) per la gestione dei giocatori da parte di Allegri con la squadra che arrivò senza fiato allo sprint finale. Infine, nella passata stagione, un terzo posto miracoloso arrivato al fotofinish in quel di Siena dopo una grande rimonta che aveva fatto da seguito ad una prima parte di stagione difficile ma che rispetto a quella del secondo semestre 2013, era nettamente più capibile e giustificabile. Allegri arriverà a fine stagione, salvo clamorosi colpi di scena legati ad un Milan incapace di rialzare la testa in campionato. Il problema principale è proprio questo: dalla partita odierna con l’Atalanta in avanti, l’ambiente milanista si aspetta una reazione veemente da parte della squadra che dopo i fuochi di paglia con Catania e Celtic è ricascata nel suo canonico grigiore dal punto di vista del gioco e della mentalità. Il pericolo più grande che si correrà in questo frangente, con un allenatore che ha già annunciato il suo futuro, è quello d’incappare nel tourbillon che colpì la Juventus nella stagione 1998-99. Vi ricordate cosa accadde? Marcello Lippi, che aveva trovato un accordo con l’Inter, perse il polso della squadra e dopo un clamoroso 2-4 casalingo al Delle Alpi contro il Parma (con tanto di gol di tacco di Crespo), diede le dimissioni con i bianconeri che presero Ancelotti al suo posto. L’augurio è che, invece, Allegri possa chiudere in maniera quanto mai dignitosa questa stagione per poi dedicarsi ad altro e fare posto a Clarence Seedorf.

Adriano Galliani è tornato dal Brasile e da oggi inizia ufficialmente il mercato del Milan. Gli acquisti di Rami e Honda sono già stati perfezionati da tempo ma urge sfoltire, e non di poco, l’attuale rosa che al netto della partenza di Niang conta ben 30 elementi, 5 in più rispetto ai famosi 25 tanto decantati in estate. Le cessioni saranno fondamentali per sbloccare i movimenti in entrata. La regola è sempre la stessa: se non parte qualcuno, non arriva nessuno. Radja Nainggolan è il nome caldo, caldissimo per la mediana milanista ma c’è davvero bisogno di piazzare i giocatori in esubero. Tuttavia il compito non è facile perché trovare collocazioni a Gabriel, Zaccardo, Nocerino e, soprattutto, Matri e Mexes è compito assai arduo. Il diktat che è arrivato riguarda una cessione di un giocatore “che abbia uno stipendio oneroso”. Ed ecco che subito si sono individuati i nomi dell’ex attaccante della Juventus e del centrale francese. Ma il problema è: questi giocatori hanno mercato? C’è tempo fino al 28 gennaio, perché tendenzialmente negli ultimi due giorni di mercato il Milan non fa quasi mai nulla d’importante.  

Mario Balotelli non è sul mercato e nemmeno lui vuole andare via. Ci sono tanti rumors che lo vogliono in partenza o con squadre della Premier interessate. Non c’è nulla. L’attaccante rossonero vuole rimanere al Milan ed è determinato ad effettuare un grande 2014 per portare la squadra alla vittoria della TIM Cup, il più in alto possibile in campionato e ai quarti di Champions League. Non è arrabbiato, Mario, ma un po’ deluso così come tutti i suoi compagni per quello che è lo stato attuale della squadra. Lui vuole vincere con il Milan, è il suo obiettivo fin da quando ha deciso di lasciare il Manchester City per tornare in Italia. Per farlo però servono due cose: la sua maturazione ed esplosione definitiva e una squadra che sia più forte rispetto a quella degli ultimi due anni. Gli arrivi di Rami (con il quale ha legato molto) e Honda possono essere il primo passo per una ricostruzione che possa portare il Milan a lottare per lo scudetto nella prossima stagione.