Il 4-2-3-1 è il modulo per questo Milan. Per fare il 4-3-3 servono altri giocatori. Scout ancora all'opera nelle prossime due settimane prima di pensare solo al derby
Benedetta sosta. Il Milan arriva alla pausa per le nazionali con la necessità di riprendere fiato e di trovare una soluzione per svoltare. Il processo di costruzione della squadra sta portando Pippo Inzaghi su alcune strade tortuose che il tecnico, nonostante i problemi dovuti alla struttura della rosa, sta cercando di affrontare nel migliore dei modi. A Genova, ad esempio, la lettura della partita è stata corretta soprattutto nella ripresa quando sotto di un gol, Inzaghi ha rimesso il Milan in campo con il 4-2-3-1 che, come per incanto, è sembrato dare nuova linfa ai giocatori in campo. In questo momento, con questi giocatori, il Milan non ha le pedine giuste per fare il 4-3-3 perché c’è troppa poca qualità e troppi muscoli da far girare in contemporanea. Il modulo con i due mediani, invece, permette alla squadra di poter effettuare una fase difensiva diversa dove almeno sei uomini (i quattro difensori e i due centrocampisti difensivi) sono chiamati a non dare troppo spazio agli avversari. In più, se a questi sei, ci aggiungi il lavoro in fase di sacrificio dei due trequartisti esterni, ecco che si difende in almeno 7 per non dire 8 elementi. Il 4-3-3, invece, ha spesso comportato delle situazioni differenti con il Milan sorpreso a fare una fase difensiva a cinque uomini contro le avanzate (almeno tre uomini) avversarie.
Inzaghi, che è uomo di calcio e attento studioso della materia, sa bene che manca la qualità in mediana e che Bonaventura si adatta a giocare nei tre di mezzo ma rende meglio 10 metri avanti. Allora, in attesa del rientro di Montolivo, che venga data fiducia nel cuore del centrocampo a Marco Van Ginkel. L’olandese, che conosce a menadito il modulo con i due mediani, ha fornito una bella prestazione con il San Lorenzo salvo poi rimanere in panchina tutta la partita contro la Samp ad appannaggio di un Essien che è solo lontano parente della piovra che fu ai tempi del Lione e del Chelsea. In più va valutata anche la situazione relativa alla gestione di alcune scelte. Prima Menez contro la Fiorentina e poi Honda contro la Sampdoria sono state due scelte che hanno destato non pochi dubbi. I due, in quelle occasioni, non avevano avuto molta continuità negli allenamenti settimanali in quel di Milanello ma, al momento delle scelte, Inzaghi gli ha dato nuovamente fiducia inserendoli nell’undici titolare. Tuttavia i risultati non hanno dato ragione al tecnico, soprattutto il giapponese, sabato sera, è sembrato stanco e fuori dal gioco e la sfacchinata che si dovrà sorbire per rispondere alla chiamata del Giappone per la doppia amichevole delle prossime settimane, non lo aiuterà. E alle porte c’è il derby.
Anche nel corso di questa pausa per le nazionali, gli uomini mercato del Milan saranno in giro per l’Europa a visionare i vari profili già appuntati. Sono già molti i nomi visionati dagli scout rossoneri, guidati e organizzati dal DS Rocco Maiorino, e sulle tribune di alcuni stadi europei non sarà un caso vederli prendere nota. Intanto ieri, seppur non in maniera diretta, è stata registrata la cinquina che Kramaric ha rifilato all’NK Lokomotiva nel 6-0 del Rijeka e domenica sera, se sarà della sfida, verrà visionato anche a San Siro contro l’Italia. Sotto osservazione, ma in Sud America, c’è anche Sebastian Vegas, difensore dell’Audax Italiano che milita nel campionato cileno e segnalato da alcuni osservatori nel corso del viaggio in Sud America proprio di Maiorino e Monaco un mese fa. Tra campo e mercato, iniziano due settimane di passione in casa Milan. Due settimane che porteranno alla partita delle partite: il derby.

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