Il mercato silenzioso del Milan passa quasi inosservato. Rossoneri a caccia di un centrale: le caratteristiche richieste da Mihajlovic. Quote a Bee, armonia d'intenti. Stadio: se salta è solo per questioni di "cognome"

Il mercato silenzioso del Milan passa quasi inosservato. Rossoneri a caccia di un centrale: le caratteristiche richieste da Mihajlovic. Quote a Bee, armonia d'intenti. Stadio: se salta è solo per questioni di "cognome"MilanNews.it
lunedì 29 giugno 2015, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Dopo il sabato nero nel quale sono naufragate le trattative per Jackson Martinez e Geoffrey Kondogbia, il mercato del Milan è ufficialmente esploso con gli arrivi di Andrea Bertolacci e Carlos Bacca, prelevati rispettivamente dalla Roma e dal Siviglia per una spesa complessiva di 50 milioni di euro. Una cifra, quella appena fatta fuoriuscire dalle casse di via Aldo Rossi, che sei mesi-un anno fa mai e poi mai i tifosi del Milan avrebbero visto spendere alla loro società. Ma Bertolacci e Bacca non sono state delle trattative mediatiche come quelle per gli altri due obiettivi, prima accarezzati e poi sfumati, e proprio per questo motivo non hanno destato gran clamore. Non sono passate inosservate, quello sicuro, ma sono apparse in piena linea con il nuovo modus operandi di Adriano Galliani, che ha deciso di tapparsi la bocca e di lavorare con discrezione, portando a termine le trattative con celerità, sicurezza e tempistiche piuttosto veloci rispetto alla fuoriuscita di notizie. Questo metodo ha tolto a molti internauti, pronti a criticare perfino un eventuale arrivo di Messi o Ronaldo (“si è speso troppo”, “con quei soldi ci rifacevi la squadra”, “era meglio prendere Paperoga del Paperopoli FC”) la possibilità di accusarlo sulla sovresposizione mediatica che, in un certo senso, era anche un marchio di fabbrica dell’amministratore delegato rossonero. Ma la sensazione che sta iniziando a circolare, con sempre maggior insistenza, è che il Milan abbia appena iniziato ad agire sul mercato e potrebbe farlo in maniera quasi del tutto indisturbata.

“Meglio una settimana di letame addosso e tre mesi di mercato liberi, piuttosto che tre giorni di gloria e tre mesi di scalate su pareti di specchi” è la frase che meglio inquadra il momento milanista, con Galliani sempre operativo (anche ieri alla terrazza Aperol di Milano è stato spesso al telefono) nel cercare di accontentare le richieste di Sinisa Mihajlovic. Una di queste, ad esempio, è quella di avere in rosa un difensore centrale che sia giovane, mancino e in grado di impostare l’azione. Non è dunque un caso che i rossoneri abbiano chiesto informazioni all’Athletic Bilbao per il francese Laporte (clausola da 42 milioni) e abbiano messo gli occhi su Aymen Abdennour del Monaco, sul quale però è forte il pressing del West Ham. Se il Milan dovesse decidere di investire sul tunisino, andrebbe a sfruttare anche il secondo slot per gli extracomunitari e dovrebbe così abbandonare la pista che porta a Luiz Adriano dello Shakthar, sul quale c’è anche la Roma. Già, la stessa Roma che voleva Bacca e che non è riuscita a prenderlo, ma se i giocatori li perde il Milan sono tutti pronti a sparare sulla croce rossa (che ormai è diventato un cingolato blindato) mentre se è il club rossonero a soffiarli ad altri, allora è tutto nella norma. Il Milan, poi, aspetta sempre con ansia le decisioni del PSG sul mercato. A giorni è attesa la sentenza dell’UEFA in merito alle limitazioni del mercato dei parigini e se dovessero arrivare buone notizie, ecco si potrebbero porre le basi per il ritorno di Ibrahimovic in rossonero.

Intanto, sul fronte societario, tutto procede in maniera armoniosa per il passaggio delle 48% delle quote del club da Fininvest e Bee Taechaubol. Gli studi legali delle parti si sono sentiti anche nelle scorse ore e il lavoro di traduzione e di controllo dei contratti prosegue senza sosta e senza intoppi. Lo stesso broker thailandese dovrebbe partecipare in video conferenza all’incontro che sarà propedeutico al closing finale della trattativa. In inverno, poi, si penserà alla quotazione del Milan alla borsa di Hong Kong mentre sullo stadio inizia a serpeggiare una brutta aria, che era quello che temeva Barbara Berlusconi mesi fa. Se il Milan non dovesse vincere il bando per il Portello, lo sarà solo ed esclusivamente per motivi legati alla politica e al fatto che la proposta sia stata avanzata dalla famiglia Berlusconi. Se così dovesse essere, la società sarà chiamata a valutare nuovamente le aree alternative (scalo Farini ed Expo), ma sarebbe davvero triste se la politica dovesse andare a incidere su una decisione che porterebbe tantissimi vantaggi alla città di Milano.