La priorità è sistemare la fase difensiva: vanno scelti due centrali titolari. La rimonta di Empoli un altro gradino per la crescita

La priorità è sistemare la fase difensiva: vanno scelti due centrali titolari. La rimonta di Empoli un altro gradino per la crescitaMilanNews.it
giovedì 25 settembre 2014, 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

Al partito, purtroppo numeroso, degli scettici, dei critici, dei maicontenti non pare vero rialzare la testa, dopo la sconfitta contro la Juventus ed il pareggio di Empoli. Che fortuna non esistesse ancora ai tempi di Arrigo Sacchi, il tecnico che ha costruito la squadra più forte di tutti i tempi, secondo le società di statistica. Il tecnico di Fusignano, dopo 2 vittorie, la sconfitta interna contro la Fiorentina ed un piatto 0-0 a Cesena - toh, proprio come Pippo! - sarebbe stato già messo sulla graticola. Invece, con il tempo, con la pazienza, Sacchi ha assestato la squadra, ha superato i primi momenti complicati e con un gruppo, infinitamente più forte di questo, è arrivato in cima al mondo. Mi auguro che Pippo possa continuare il suo lavoro con serenità, con determinazione, con coraggio, per correggere, per migliorare, per divertire. Deve però capire di che cosa sia figlio il brutto primo tempo, preoccupante più che sul piano tecnico, per un calo di spirito e di concentrazione inaspettato dopo l'inizio, sotto questo aspetto, molto promettente. Per lunghi tratti abbiamo visto il Milan asfittico di un anno fa a Verona e Torino. Un campanello di allarme che deve essere subito spento da una partita di totale concentrazione, a Cesena. Al Manuzzi l’allenatore potrebbe cambiare qualcosa sul piano tattico, ma priorità assoluta ora e sistemare la fase difensiva. Sono troppi gli otto gol subiti, che sarebbero stati un numero maggiore senza le parate del solito splendido Abbiati e qualche errore sotto porta degli empolesi. Sono troppi tre, quelli presi su calcio piazzato, sugli otto, un problema ormai atavico che il Milan si trascina da tanti allenatori, da tanti campioni della difesa. Su un punto mi trovo in disaccordo con Pippo. Quando sostiene che i due centrali difensivi possono essere ruotati secondo gli avversari, come ripetuto in una recente conferenza stampa.

Io mi auguro che il tecnico milanista, invece, scelga due difensori e non li cambi più, salvo infortuni e clamorosi cali di forma. Questa decisione sarebbe fondamentale per il miglioramento dei meccanismi e dell’affiatamento. Non è un caso che il Milan abbia attraversato il suo miglior periodo, per quanto riguarda la fase difensiva, due stagioni fa, con Mexes e Zapata, grandi protagonisti del fantastico inseguimento coronato con la qualificazione ai preliminari di Champions League. Non è comunque un compito facile rafforzare la difesa, per la mancanza di validi interpreti in giro per il mondo. Non credo, per esempio, che il più costoso centrale dell’ultimo mercato, David Luiz, esborso per il PSG di 50 milioni di euro, possa risolvere i problemi del Milan. Detto della difesa, gustiamoci l‘attacco che può contare non solo su grandi giocatori sul piano tecnico, ma su uomini, su professionisti che stanno regalando splendide prestazioni. Fernando Torres si è dimostrato un trascinatore, un attaccante dal forte orgoglio, dalle grandi motivazioni. Honda, il capocannoniere milanista, sta mostrando qualità di spirito di sacrificio e di voglia di vincere, inaspettate in molti suoi detrattori. Eccellente anche l’entrata in campo di Jack Bonaventura, eclettico, veloce, feroce. Insomma, si riparte dai 7 punti in classifica, da una partita che avrebbe potuto portare terremoti nell'animo dei giocatori, quasi una ripetizione del match di Parma, nella scorsa stagione, la partita che minò le certezze del gruppo di Max Allegri. Il Milan esce da Empoli, invece, con un pareggio che lascia la cenere in bocca visto il secondo tempo ma, ricordate le occasioni empolesi dei primi cinquantacinque minuti, diventa un altro gradino sul piano della crescita. Se ne facciano una ragione i membri del partito degli eterni scontenti!