Milan, è partito il toto-allenatore. Mercato in uscita: una squadra da piazzare. Abate si informa sul Psg
Da lunedì il Milan si metterà a lavoro per chiudere la pratica Clarence Seedorf. Le interviste rilasciate in questi giorni dal presidente Silvio Berlusconi sono solo le ultime testimonianze tangibili di tutte le notizie circolate fino ad oggi intorno al mister. Il patron non è soddisfatto del gioco di Seedorf e nemmeno della gestione dello spogliatoio. Parole che spazzano vie le residue speranze di vedere l’olandese in sella alla squadra anche nella stagione prossima. “Ho già in mente il nome del prossimo allenatore, ma non lo dico…”. Una delle tante frasi pronunciate da Berlusconi nelle recenti interviste, motivo per cui da qualche giorno è partita la caccia al sostituto.
Chi ci sarà al posto di Seedorf? Il toto-allenatore ingloba nomi illustri. Si parte con Pippo Inzaghi, profilo low-cost sotto l’aspetto economico, positivo per il bilancio, ma forse ancora inesperto per rilanciare il Milan a grandi livelli. La società potrebbe pensare ad una figura più navigata per non ripetere l’errore commesso con Seedorf. Quindi si parla di gente come Luciano Spalletti e Antonio Conte, che di esperienza ne hanno da vendere. Il primo però vorrebbe una squadra subito pronta, con acquisti mirati, e uno stipendio non indifferente. Il secondo dopo l’esperienza trionfante, per tre anni di fila con la Juve, vorrebbe vincere qualcosa in Europa, e il Milan per almeno un paio d’anni non sarà competitivo fuori i confini italiani. Inoltre c’è un passato non troppo idilliaco tra Conte e la dirigenza milanista. L’altro profilo è quello di Vincenzo Montella, ma pure in questo caso sarebbe complicato strapparlo alla viola, sia per la clausola sia perché Montella vorrebbe subito una squadra concorrenziale e il Milan in questo momento presenta molte lacune. Roberto Donadoni e Cesare Prandelli sono gli altri due nomi accostati ai rossoneri. Entrambi non accendono l’entusiasmo della tifoseria, ma soprattutto Donadoni piace al presidente , in particolare sotto il profilo del gioco espresso (al Parma no ha una corazzata ma sta ottenendo buoni risultati). Non c’è un candidato nettamente favorito, anche perché al Milan la decisione definitiva devono ancora prenderla. Dopo la sfida col Sassuolo sarà tempo di bilancio tra dirigenza e proprietà. Ci saranno una serie di incontri per scegliere l'uomo giusto.
Un Milan senza Europa League, e con solo il campionato da disputare, non può avere una rosa che superi i 22-23 giocatori. Con il rientro di tutti i prestiti il gruppo attuale supera le 35 unità, una vera e propria squadra da piazzare sul mercato. E non sarà nemmeno semplice perché pochi hanno richieste, per diversi giocatori in esubero sarà complicato trovare una sistemazione. Sarà quindi un mercato più in uscita che in entrata, come era prevedibile. Senza l’Europa diventa arduo gestire un gruppone di giocatori tra cui tanti scontenti che vedranno raramente il campo.
Nel recente incontro tra Abate e Ibra, avuto in un ristorante al centro di Milano, oltre a trascorrere qualche ora insieme, l’esterno rossonero si è informato della situazione al PSG. I due sono grandi amici (in passato hanno fatto una vacanza estiva insieme con le famiglie), Abate al Milan trova sempre meno spazio e in prossimità del mercato potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di cambiare aria e trasferirsi nella capitale francese. Anche per lui sarà decisivo il Mondiale per rilanciarsi dopo una stagione complicata e il contratto in scadenza nel 2015 impone una decisione a stretto giro di posta.

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