Un derby povero d'idee, fedele specchio della stagione rossonera. Bee pronto a sbarcare a Milano, ma dalla Cina non mollano

Un derby povero d'idee, fedele specchio della stagione rossonera. Bee pronto a sbarcare a Milano, ma dalla Cina non mollanoMilanNews.it
lunedì 20 aprile 2015, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Il derby di ieri sera è stato lo specchio di quella che è la stagione del Milan. Un’annata anonima, fatta di qualche alto, di molti bassi e di tanti periodi ad andamento alterno. I risultati, nelle ultime quattro giornate, dicono che i rossoneri hanno raccolto due vittorie e due pareggi, ma è altrettanto vero che contro l’Inter, la squadra mandata in campo da Inzaghi ha avuto due facce, due maschere distinte. Nel primo tempo, dopo la solita parata miracolosa di Diego Lopez su un siluro di Hernanes, ecco trovare la chiave di volta del match: la fascia destra. È li che Abate e Suso hanno messo in seria difficoltà l’Inter, con Juan Jesus che non ha capito praticamente niente per 20 minuti abbondanti. Ma proprio quando il Milan sembrava aver trovato il bandolo della matassa, non è arrivato il gol che avrebbe sbloccato una partita che poi sarebbe passata, per tutto il secondo tempo, nelle mani dell’Inter.

Negli spogliatoi è successo qualcosa, soprattutto nella parte interista, e nella ripresa si è visto un altro canovaccio tecnico-tattico. L’Inter, infatti, ha preso in mano le redini della partita mentre il Milan ha piazzato due linee a di uomini a difesa della propria porta, rinunciando a giocare. Ne sono testimoni le occasioni avute da Icardi, Palacio ed Hernanes. Se i rossoneri escono con un punto dal derby devono dire grazie al loro portiere, decisivo anche su Ranocchia, e a Mexes, provvidenziale nel fermare sulla linea una conclusione a colpo sicuro di Palacio. Per il resto, la lettura dei secondi 45 minuti da parte di Inzaghi non ha convinto, anche perché il Milan ha smesso di giocare sulla fascia destra e si è così consegnato a quelle che erano le idee di gioco dell’Inter.

L’Europa, bisogna essere onesti, è svanita in maniera definitiva. Questa squadra, con questa mentalità e con questi limiti, difficilmente potrà attentare al sesto posto. Forse, adesso, è meglio iniziare a pensare a programmare qualcosa per l’anno prossimo, dare fiducia a qualche giovane (ieri sera ha giocato Gnokouri con grande personalità nell’Inter, al Milan quando vedremo una scelta simile?), e magari giocare con la testa più libera, in attesa di capire cosa accadrà a livello societario dove Bee Taechaubol è pronto all’accelerata definitiva.

Domenica prossima, infatti, è atteso a Milano il broker thailandese che, secondo le indiscrezioni circolate ieri sera, sarebbe pronto a chiudere la trattativa. Negli stessi giorni in cui l’uomo d’affari di Bangkok sarà a Milano, ci sarà l’approvazione del bilancio del club e li dovranno essere date delle risposte. Mister Bee è stato a Casa Milan insieme a Pablo Dana, uomo d’affari italiano con base negli Emirati, che dovrebbe far parte dell’organigramma del Milan qualora dovesse essere la cordata di Bee a prendere il Milan. Nei prossimi giorni, inoltre, sono attese novità sul fronte cinese. Ormai non resta che attendere e capire che cosa accadrà.