ESCLUSIVA MN - Bianchi: "Più che il tecnico, cambierei alcuni uomini. E che confusione in società…"

ESCLUSIVA MN - Bianchi: "Più che il tecnico, cambierei alcuni uomini. E che confusione in società…"
mercoledì 23 marzo 2016, 19:00ESCLUSIVE MN
di Massimo Canta

Raggiunto dalla redazione di Milannews.it, l’ex terzino rossonero, Walter Bianchi, pupillo di Arrigo Sacchi che lo volle con sé al Milan,  ha analizzato i risultati negativi delle ultime prestazioni, le difficoltà di fare  gioco, la crisi societaria,  le  chances di conquista della  Coppa Italia...

Il Milan ha perso l’opportunità di riconquistare posizioni importanti, facendo male nelle ultime sfide con Sassuolo, Chievo e Lazio.  Per quali ragioni, a tuo parere?

“La squadra sta facendo meglio quest’anno, ma il problema è un altro. Il Milan non pratica un calcio moderno e questo continuo assemblare tecnici alla sua guida, cercando  aggiustamenti in corso d’opera non giova a nessuno.  Da troppi anni gravitano giocatori che fanno male e che non emergono. Ci sono tante individualità, tante stelle, vedi Menez, Balotelli e Boateng, tanto per non fare nomi, ma che non giocano per la squadra. Quando questi sono in forma,  il Milan vince. Il gioco non è al centro del progetto.. Il calcio espresso dai rossoneri non è piacevole, avvincente,  a differenza di quanto accadeva in passato.  Forse si doveva fare un po’ di pulizia e lanciare i giovani, come Locatelli e Calabria, ad esempio”.

Qualcuno ha parlato di ‘scarsa motivazioni’, Walter, ma è solo questo il motivo delle difficoltà evidenziate dalla squadra di Mihajlovic?

“Non si tratta solo di motivazioni, le caratteristiche dei giocatori non sono funzionali al gioco, sono cambiati tanti giocatori, ma molti sono gli stessi. La squadra quando è in possesso palla fa parecchia fatica,    non è compatta, corta e mancano le verticalizzazioni.  Quando il Milan conquista palla, gli attaccanti sono a 30-40 metri… Ci sono delle problematiche che si possono risolvere solo con il cambio di alcuni uomini. Nel calcio moderno non bastano i solisti”.

Cosa ne pensi del caso Menez?

“Non parlo solo  di Menez, mi sembra invece che siamo andati a prendere delle stelline che giocano solo per sé stessi. Occorre avere dei valori morali e caratteriali più elevati, altrimenti si finisce sempre solo per cambiare allenatori.  Il gioco di Sacchi ti costringeva sì  ad essere sempre al top della forma,  ma anche  a fare determinati movimenti insieme. Vedere invece calciatori che indossano la maglia del Milan essere  indolenti nel momento di riscaldarsi o di entrare solo per qualche minuto, mi fa pensare che questo non è il Milan”.

Si accontenteranno i tifosi di una qualificazione in Europa League?

“Puoi anche arrivare quarto, quinto o sesto, ma devi offrire uno spettacolo decente ai tuoi tifosi, lanciare i giovani ed allora ti verrebbe perdonato tutto.  Altrimenti continueremo a vedere gli stadi vuoti. Quando osservo il Milan non vedo una squadra lottare con tutte le sue forze ed energie, come invece ammiro fare ai giocatori del Sassuolo”.

L’eventuale vittoria in Coppa Italia potrà salvare le sorti di Mihajlovic oppure ormai è tutto deciso?

“Certo cambiare la guida tecnica significherebbe iniziare tutto di nuovo da capo, ma quando leggo le ‘frecciatine’ della Presidenza mi viene da pensare che la conquista di questo Trofeo  possa essere solo  un pretesto per  salvare la stagione. In una partita secca  può succedere di tutto. Se penso che una volta la Coppa Italia serviva per fare la ‘preparazione’...  Ma al di là di tutto,  mi sembra che regni molta confusione. Bisogna avere le idee chiare. Al Milan le avevano sempre avute…”