ESCLUSIVA MN - Bucciantini: “Berlusconi aveva chiesto un altro mercato. Balotelli ormai è attore, non calciatore"
La redazione di MilanNews.it ha intervistato al telefono Marco Bucciantini, redattore capo de ”L’Unità”, nonché opinionista radio e tv. A lui abbiamo chiesto un’analisi sul momento attuale del Milan, un’opinione sulle dichiarazioni di Berlusconi a proposito degli errori di mercato, un giudizio su Menez e Balotelli, un parere sull’eventuale nuova guida tecnica…
Crede che a questo punto della stagione i conti siano già fatti per la squadra rossonera?
“No, affatto, credo sia profondamente ingiusto, ad otto partite dalla conclusione, anzi nove, mettendoci la finale di Coppa Italia. Altre squadre hanno obiettivi di classifica, mentre il Milan ha come esigenza forte quello di capire il valore di alcuni giocatori, sia tecnico che tattico, di trovare una certa identità, una mentalità, una certa ‘estetica’, che la Società ha sempre richiesto”.
Cosa è mancato, a suo giudizio?
Al Milan non mancano i punti… Con questi giocatori però è difficile trovare un gioco, quasi impossibile. Mi sembra ci siano troppi portatori di palla, poco duttili tatticamente, incapaci di muoversi insieme. Questo è il frutto della scelta di Mihajlovic,, che con un centrocampo con quattro palleggiatori come Montolivo, Bertolacci, Bonaventura e Honda sugli esterni, ha cercato più il possesso della palla che del campo… Con questo comunque il Milan ha raggiunto il suo piazzamento massimo, a mio avviso, che è il sesto posto. Inoltre la finale di Coppa Italia, può consentire ai rossoneri di essere l’unica squadra, oltre alla Juventus, che a stagione conclusa, conquisti qualcosa. Anche se non basterà a Mihajlovic…”.
Che possibilità hanno i rossoneri in finale di Coppa Italia ?
Il Milan ci è arrivato, percorrendo una strada in pianura. Ora lo aspetta la scalata di una montagna, con l’avversario più ostico che potesse capitare. Si tratta di un risultato difficile , ma possibile. Il terzo posto non era invece un obiettivo realistico. Le tre squadre davanti sono quelle che in questi anni hanno occupato i vertici della classifica. Aggiungo che hanno anche gli allenatori migliori”.
Come ha analizzato le critiche di Berlusconi, sembrate indirizzate all’operato di Galliani sul mercato ?
“Il Milan deve riorganizzarsi seriamente, abbandonando vincoli umani fortissimi, vincenti, per anni inossidabili . Bisogna ripartire da uomini di calcio, non d’affari. Berlusconi da anni fornisce indicazioni, comunicando una sua ‘preferenza estetica’. Invece quest’anno gli hanno comprato tre centravanti, per lo più’centrali’. Il Presidente, però, preferisce un trequartista con due punte’mobili’. Almeno si sbagliasse, ma accontentando i dettami della Dirigenza”.
Un errore, a suo parere, pensare che Menez e Balotelli potessero risolvere le difficoltà offensive?
“Secondo me, con la bella stagione ed il calare dei ritmi, Menez può fare un ottimo finale di campionato. Ma si tratta di un giocatori difficile da inserire in un contesto che ormai ha una sua fisionomia. Ho visto lo scorso anno Menez furoreggiare, ma a scapito del gioco di squadra. Di Balotelli non riesco a parlare. Siamo di fronte ad un problema ben più grave. Un giocatore che non riesce a vedere sé stesso dentro il campo! Siamo ben prima della difficoltà tecnica o tattica. Si sente perennemente osservato e finisce per recitare una parte in campo. Suo malgrado, diventa un attore, non un calciatore”.
Se la Coppa Italia non riuscisse a salvare il destino di Mihajlovic, dove andrà a pescare il Milan, alla ricerca di un nuovo allenatore?
Penso sia stato ingiusto parlare continuamente, per mesi, delle sorti di Mihajlovic. Un atteggiamento autolesionista che ha tolto punti. E’ finita, perché non si può sopportare questo atteggiamento. Bisogna indirizzare la scelta verso un allenatore di cui si sappia come operi e che sia gradito alla Società dall’inizio, con convinzione, condivisione. Si protegga poi la scelta e la si aspetti, lavorando. Si penserà quindi a Montella, a Prandelli, a Di Francesco a seconda del calcio che si desideri, del modello che si voglia portare al Milan. Il Napoli è un esempio di quanto il lavoro condiviso paghi. Sarri ha elevato il valore della squadra da duecento a quattrocento milioni. Mihajlovic è stato spesso inchiodato alla croce di altri… Comunque se pensiamo a Donnarumma e Romagnoli, al Milan il tecnico serbo qualche plusvalore lo ha dato…”.
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