ESCLUSIVA MN - Il Barone (Curva Sud): "Ben venga il nuovo stadio. Ci aspettiamo ancora molto sul mercato"
Giancarlo Capelli, storico membro della Curva Sud, è stato intercettato dai microfoni di MilanNews.it in centro a Milano. Il Barone ha parlato a 360 gradi di quella che è la stretta attualità rossonera, partendo dalla linea che sta tenendo la Curva Sud all’interno di un’estate che sembra segnare la rinascita del club di via Aldo Rossi: “Per ora andiamo avanti con la nostra linea, poi tutti insieme decideremo. Vediamo come si muoverà ancora la società. Finalmente sembra che voglia fare una grande squadra e speriamo che non si siano fermati, perché con 3-4 innesti non è che si risolvono le cose. L’anno scorso siamo arrivati decimi, non primi. Quando hai una squadra vincente vanno bene quei 2-3 giocatori nuovi per puntellare la squadra. Penso che ci voglia qualche altro investimento”.
Quanto è stata dura non andare il giorno del raduno dopo tanti anni?
“Per noi che seguiamo il Milan ovunque è stata una sofferenza non essere presenti il giorno del ritiro. Però bisogna far capire che serve qualcosa di più per questo Milan, perché i tifosi meritano il massimo, molto di più rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi due anni. Ci auguriamo che il Presidente continui ad impegnarsi, siamo contenti di quanto fatto fino ad adesso, e speriamo che si continui a fare un buon mercato”.
Sulla vicenda del nuovo stadio come si pone la Curva? Vi piace come idea o siete troppo affezionati a San Siro?
“I tempi cambiano. San Siro- inoltre – porta il nome di un giocatore che è stato un simbolo dell’Inter che è stato un grandissimo personaggio è vero, ma non è legato ai nostri colori. Adesso c’è questa opportunità di questo progetto varato dalla società cosi che i tifosi potranno essere più a casa loro, in un ambiente tutto rossonero. Basta vedere come stanno agendo la Juventus e l’Udinese per capire gli effetti che si può avere”.
E magari porterà degli introiti che permetteranno al club di essere sempre competitivo sul mercato?
“E’ chiaro. A dire la verità mi ero meravigliato del fatto che non ci avessero pensato prima nel tempo. Berlusconi è sempre stato un grande capitano d’industria, ma non ha mai pensato allo stadio e la Juve è arrivata prima. Comunque, adesso l’importante è che si facciano le cose per bene e per i tifosi, che sono il dodicesimo uomo in campo. I giocatori, gli allenatori e i presidenti passano, i tifosi restano”.

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