ESCLUSIVA MN - Jacobelli: "Boban e Maldini sono punti di riferimento. Giampaolo è una grande, ottima scelta"

10.07.2019 17:10 di Enrico Ferrazzi Twitter:    Vedi letture
Fonte: Intervista di Enrico Ferrazzi
© foto di Insidefoto/Image Sport
ESCLUSIVA MN - Jacobelli: "Boban e Maldini sono punti di riferimento. Giampaolo è una grande, ottima scelta"

La redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport. Con lui abbiamo parlato dell'attualità rossonera, a partire dal progetto condiviso con l'Inter per la costruzione del nuovo stadio, fino ad arrivare all'arrivo di Giampaolo sulla panchina del Milan e alla presenza di società di due grandi ex come Maldini e Boban. Ecco le sue parole:

Sig. Jacobelli, la novità più importante di oggi è che Milan e Inter hanno presentato in Comune il progetto di fattibilità del nuovo stadio. Cosa ne pensa? “Agganciandosi alla stretta realtà, ovvero la presentazione del rapporto FIGC 2019 sulla stagione 2017/18, c’è un capitolo molto interessante ed esemplificativo. Questo attesta come solo il sette per cento degli stadi sia di proprietà dei club professionistici italiani. Questo certifica che è proprio resistente, anche a livello di possibilità di investimento sul mercato, una differenza tra le realtà del nostro paese e la concorrenza straniera. Ogni riferimento alle realtà inglesi, spagnola e tedesca non è puramente casuale, e anche a quella francese e portoghese. Il Portogallo nel 2004 sfruttò gli Europei per ammodernare e costruire nuovi e splendidi impianti. Il fatto che Milan e Inter passino dalle parole ai fatti e presentino questo progetto al comune di Milano è significativo. Anche perché, sappiamo bene quanto la tempistica sia molto lunga per passare poi dalla presentazione del progetto, alla sua approvazione e infine alla realizzazione. Mi auguro che tutto questo però non comporti l’abbattimento di San Siro”

Il progetto prevede poi anche la demolizione di San Siro una volta costruito il nuovo impianto e su questo punto non sono certamente mancate le polemiche. Lei che idea si è fatto? “È inevitabile che crei polemiche l’idea di abbattere San Siro. Non riesco ad immaginare senza San Siro Milano e il calcio italiano per tutto quello che San Siro rappresenta. Questo è il progetto, poi si confronteranno con il Comune di Milano e la posizione del sindaco Sala è risaputa, è drasticamente in opposizione all’ipotesi di demolire San Siro, perché nel 2026 ospiterà le Olimpiadi per cui Milano e Cortina si sono battute con tanto ardore. Si tratta di capire se esista un margine di compromesso che eviti l’abbattimento di San Siro. Dipenderà molto dalle osservazioni che farà Milano. Adesso, si è passato da “vogliamo fare lo stadio” a “ecco il progetto per lo stadio”. C’è quindi un progetto, una serie di considerazioni che il Comune di Milano farà”

Passando alle questioni di campo, per la panchina il Milan ha scelto Marco Giampaolo. Pensa che sia l'uomo giusto per i rossoneri? “Mi è dispiaciuto tantissimo che Gattuso non sia più rimasto sulla panchina del Milan. Secondo me da quando si è insediato tra novembre e dicembre 2017 alla conclusione del campionato che ha visto il Milan qualificarsi sul campo per l’Europa League, Rino ha fatto un lavoro splendido, ricordando anche tutti gli ostacoli che ha dovuto superare e che l’organico messo a sua disposizione dal punto di vista tecnico non potesse competere con quello di Juventus, Napoli e Inter. Le condizioni di oggettiva difficoltà in cui Gattuso ha operato, secondo me conducono a sottolineare ancora di più il grande lavoro che ha fatto. Mi è parso di capire però che si sia trattato di una decisione alla quale le parti sono arrivate nobilitata dal gesto di Gattuso che nell’interesse superiore del Milan ha rinunciato al suo compenso chiedendo però che venissero saldati tutti gli ingaggi dello staff. Questo conferma la statura dell’uomo prima che del tecnico.
Detto ciò, il Milan prendendo Giampaolo ha fatto una grande, splendida scelta. È uno dei migliori allenatori della scuola italiana, è un tecnico che è partito dalla gavetta, che è stato capace di rialzarsi dopo aver subito cocenti delusioni e di dimostrare il suo valore, prima raccogliendo l’eredità di Sarri al Napoli e poi lavorando benissimo alla Sampdoria. Questa è la grande opportunità della carriera che Giampaolo si è meritato sul campo e sono sicuro che la sfrutterà. Bastava ascoltare le parole di Boban e Maldini in conferenza stampa per capire la massima fiducia dei dirigenti, l’accoglienza dei tifosi è stata molto significativa. I tifosi apprezzano chi lavora sul campo e chi nonostante le difficoltà contingenti, come il bilancio, coniughi la sua concezione di calcio alla volontà di riportare il Milan dove merita, in Champions League. Io sono convinto che Giampaolo farà molto bene. Dipenderà anche dall’organico definitivo che la società gli metterà a disposizione. Ora è troppo presto per fare valutazioni, siamo al dieci di luglio e il mercato chiude al due settembre. Però, già le prime mosse, mi riferisco a Krunic che ha giocato nell’Empoli un ottimo campionato e rispecchia perfettamente la concezione di Giampaolo. Mi riferisco anche alle parole molto importanti spese da Maldini e Boban riguardo Donnarumma, che sembrava prima della decisione UEFA destinato ad essere sacrificato sul mercato e che invece mi pare che non verrà sacrificato a meno che non si presenti qualcuno con un’offerta stratosferica. Donnarumma è, ed è destinato mi auguro, a rimanere un simbolo del Milan per molti anni a venire. Stiamo parlando di un ragazzo di vent’anni che spesso consideriamo come un veterano, visto che ha debuttato in Serie A ancora minorenne lanciato da Mihajlovic. In realtà ha compiuto vent’anni a febbraio scorso, è giovanissimo e già titolare della Nazionale, oltre ad avere un numero di presenze con il Milan che molti professionisti di età superiore alla sua gli invidierebbero. Io credo che da un lato, vedremo anche come si chiuderà la questione Verertout che piace molto al Milan, dobbiamo aspettare per giudicare il tasso di competitività del Milan. Dall’altro ci sono segnali molto importanti, segnali che riguardano l’assetto societario, il fatto stesso che un altro ex milanista come Bonera sia stato coinvolto nel progetto di Maldini e Boban. Mi piace molto questo tasso di milanismo".

Come vede due grandi ex rossoneri come Maldini e Boban alla guida dell'area sportiva del Milan? “Ho avuto la fortuna dal punto di vista professionale e umano di aver conosciuto sia Maldini, avendo seguito la prima fase del Milan di Berlusconi come inviato del Corriere dello Sport Stadio, e sia lo stesso Boban, quando venne in Italia andò in prestito al Bari e tornò al Milan diventandone protagonista. Questi sono due personaggi, due uomini, che faranno un gran bene al Milan anche nelle nuove vesti. Esprimono il senso di appartenenza, il senso di identitario di cui il calcio ha un grande bisogno, nonostante questo sia il calcio del terzo millennio, del business, dei bilanci e degli affari che vengono anteposte alle questioni di cuore. Non deve essere così, soprattutto per i tifosi. I tifosi del Milan hanno dato prova ieri, ancora una volta, di quanto grande sia il loro attaccamento a una squadra indipendentemente dalle fasi attuali che non sono paragonabili ai fasti del primo grande Milan berlusconiano, mi riferisco al ciclo di Sacchi, di Capello e anche allo stesso di Allegri per non parlare dei nove anni di Ancelotti. Ogni squadra ha bisogno di punti di riferimento. Maldini e Boban lo sono. Il Milan non poteva fare una scelta migliore"

Il ritorno di Boban, che da opinionista non è mai stato tenero nei confronti del Milan negli ultimi anni, è la conferma che il progetto di Elliott è importante e ambizioso. “Io ho sempre apprezzato la grande onestà intellettuale di Boban. Il fatto stesso che un signore come lui quando indossava le vesti di opinionista televisivo non aveva risparmiato critiche assolutamente legittime e motivate alla sua squadra del cuore e penso soltanto lui sapesse quanto gli costasse esprimere quei tipi di giudizi. Boban è un signore abituato a dire ciò che pensa pensando a ciò che dice. Questa è un’ulteriore dimostrazione di come creda nel progetto di lavoro che gli è stato sottoposto. È stato molto bello ascoltarlo in questi giorni raccontare della notte trascorsa con Maldini parlando di Milan per valutare se, come, dove e quando Boban potesse rientrare in società ricoprendo un ruolo così importante come quello che gli è stato affidato. Per me è molto importante la presenza di queste due figure perché anche la società americana si è resa conto di quanto sia rilevante, soprattutto agli occhi dei tifosi, in questo momento di transizione, in cui si cerca di costruire una squadra che torni ad essere quella di un tempo che dominava in Italia e nel mondo, la presenza di questi due personaggi”