ESCLUSIVA MN - Nocerino: "Milan, serve esperienza e non solo giovani. Ibra parafulmine. Ecco il mio Top 11 dei compagni in carriera"

04.04.2020 17:08 di Pietro Andrigo   Vedi letture
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
ESCLUSIVA MN - Nocerino: "Milan, serve esperienza e non solo giovani. Ibra parafulmine. Ecco il mio Top 11 dei compagni in carriera"

Tra i giocatori maggiormente amati dai tifosi rossoneri negli ultimi anni, Antonio Nocerino ha rappresentato in campo e fuori dal terreno di gioco un calciatore innamorato del Milan. La redazione di Milannews.it lo ha contattato per parlare di molti temi tra cui l’emergenza Coronavirus, la situazione rossonera e i suoi ricordi del Milan. Queste le domande e le risposte:

Stiamo affrontando una situazione di grande emergenza in cui il calcio, giustamente, viene in secondo piano. Alla luce di questa situazione, quale pensa possa essere la scelta più logica per il campionato?

“In questo momento credo che il campionato passi in secondo piano, oggi giorno stiamo vivendo una situazione particolare in cui la priorità è la salute. Il momento in cui tutto questo passerà si troverà il modo per finire il campionato, anche perchè mancano poche giornate. In 40 giorni si può finire tutto ma in questo momento la priorità va chiaramente alla salute”

Argomento riduzione taglio degli stipendi dei calciatori. Pensa che debba essere una scelta collegiale ordinata dalla lega o debba essere una decisione autonoma dei club?

“Credo che ognuno debba fare la sua parte e deve cercare di aiutare. E’ un momento di difficoltà in cui le società, i dirigenti e gli allenatori sono stati colti alla sprovvista. E’ una situazione che creerà grandi problemi a molte fasce sociali quindi sono d’accordo alla riduzione degli stipendi perchè bisogna cercare di fare ciascuno la propria parte.”

Milan alla bandiere, se ne parla tanto ed è stato il trend degli ultimi anni. Crede che i rossoneri debbano proseguire con questa tradizione, anche per tramandare la storia rossonera, o è giusto affidarsi a figure esterne?

“Credo che avere figure che siano bandiere o persone che conoscono l’ambiente sia un vantaggio per qualsiasi società. Come ho già detto in passato, tuttavia, soltanto la dirigenza non può risollevare una squadra.”

Che cosa può servire, quindi, per riportare il Milan ai livelli che gli competono?

“C’è bisogno di giocatori di livello non solo giovani ma anche giocatori di esperienza che possano aiutarli a crescere e a farli sbocciare. C’è bisogno soprattutto di continuità di lavoro perchè negli ultimi anni questo è mancato al Milan. Iniziare ogni anno con nuove figure dirigenziali, con nuovi allenatori non aiuta quindi serve continuità in modo tale da permettere a chi lavora al Milan di avere il tempo di portare il proprio lavoro, aiutato magari da giocatori esperti.”

Tra i giocatori esperti che hanno dato una svolta alla stagione rossonera, sicuramente, c’è stato Ibrahimovic. E’ rimasto stupito dal suo impatto in Serie A?

“Lui non mi meraviglia. Tutti lo conosciamo e sappiamo il suo valore. Ora con il suo arrivo spero che la società possa fare un mix di gioventù e di esperienza anche perchè, negli ultimi mesi, è stato una sorta di parafulmine prendendosi tutte le responsabilità alleggerendo la pressione intorno ad altri calciatori. Con giocatori che conoscono la Serie A come lui e con una personalità simile, il Milan potrebbe fare sicuramente un ottimo campionato.”

Parliamo invece del tuo arrivo al Milan. Come si è svolta la trattativa che ti ha portato in rossonero?

“L’approdo al Milan è stato molto veloce sopratutto perchè il presidente del Palermo voleva vendermi a tutti i costi nel senso che stava incominciando a liberarsi della base della squadra. E’ stata una trattativa molto semplice e veloce anche perchè le due società si sono messe d’accordo rapidamente. All’inizio per me è stata una sorta di mazzata perchè a Palermo mi trovavo bene, avevo mia moglie che era incinta della nostra secondogenita e cambiare tutto d’un tratto così mi ha lasciato un po’ spiazzato. Poi però arrivare al Milan non è da tutti e poter conoscere le persone che lavorano a Milanello e in sede di uno spessore umano impressionante è stato bellissimo. Io sono molto legato al Milan perchè sono stato trattato come un figlio e per me l’aspetto umano viene prima di tutto.”

Come hai detto sei rimasto legatissimo alla società, che cosa ti ha stupito dell’accoglienza a Milanello?

“Appena arrivato al Milan ho avuto un’accoglienza impressionante che non mi sarei mai aspettato. Conoscevo Rino (Gattuso, ndr), Abate e Antonini ma il resto della squadra l’avevo solo affrontata. L’accoglienza, invece, che mi hanno tributato è stata incredibile perchè sembravo che fossi al Milan da una vita. Questo ti fa capire l’umiltà, la grande famiglia che era il Milan con tutti i suoi dipendenti.”

Se dovessi scegliere un Magic Moment personale al Milan, che cosa sceglieresti?

“E’ difficile scegliere, non scelgo un momento perchè il Milan me lo sono vissuto a 360 gradi. Ogni minimo istante è stato bellissimo al Milan, una società incredibile con grandissime persone. Mi dispiace non aver proseguito al Milan perchè mi sarebbe piaciuto terminare la carriera lì perchè amo la squadra, i tifosi e le persone che ci lavorano.”

Ora hai intrapreso la carriera di allenatore nelle giovanili dell’Orlando. Oltre all’amore per il calcio che cosa ti ha spinto a intraprendere quest’avventura?

“Non mi vedo in un ufficio, quindi se voglio continuare nel mondo del calcio mi vedo su un campo. Dovevo scegliere e capire che cosa mi sarebbe piaciuto fare e nei sei mesi al Benevento ho capito che mi piaceva aiutare durante l’allenamento e aiutare i più giovani. Da lì mi è scattata la molla di provare questa esperienza e che mi ha fatto capire che mi vedevo in questo ruolo piuttosto che in un ufficio.”

Chiudiamo con un gioco. Hai avuto il piacere, nella tua carriera, di giocare con tantissimi giocatori di grande qualità. Se dovessi scegliere una top 11 dei tuoi compagni chi chiameresti?

“E’ una domanda difficile, ho giocato con grandissimi giocatori però se dovessi scegliere ti direi in difesa Nesta, Thiago Silva e Chiellini. A centrocampo Nedved, Van Bommel e Gattuso mentre davanti attacco a quattro con Kakà, Ibrahimovic, Inzaghi e Trezeguet. In porta, invece, scelgo Buffon". 

E in panchina?

“Allenatore il grande Rino Gattuso (ride, ndr). Io in tribuna a fare il tifoso."