Pato: "Prenderei la maglia di Modric. È impressionante e gioca benissimo con il Milan"
Alexandre Pato, ex attaccante del Milan, è stato protagonista di una lunga intervista da parte del canale della Lega di Serie A per la serie di interviste Storie di Serie A. L'ex calciatore rossonero ha ripercorso alcune delle tappe più importanti della sua carriera milanista. Di seguito tutte le sue dichiarazioni.
Chi è l'allenatore che ti ha lasciato di più?
"Mister Ancelotti per me è speciale. E poi adesso che ha in mano la Nazionale spero davvero che possa fare un gran lavoro. A me piaceva tantissimo puntare l'uomo. Per me il tocco serviva sì per fare gol, ma quello che mi esaltava era puntare l'avversario, perché ero velocissimo: ne arrivava uno e lo puntavo, ne arrivava un altro e puntavo anche lui. Sul passaggio, invece, ogni tanto mi lasciavo un po' andare, non ero concentrato al massimo come quando facevo la mia giocata preferita, cioè puntare l'uomo. Lui veniva sempre da me a dirmi: 'Devi migliorare il passaggio, perché questo passaggio così non va bene'. Questa cosa mi è rimasta impressa perchè quando riesci a fare bene una cosa tendi ad adagiarti. Invece il motivo di quel richiamo era un altro: dovevi restare sempre concentrato al cento per cento su ogni singola cosa che stavi facendo".
Qual è stato l'infortunio più duro da digerire?
"Il primo è stato contro l'Udinese. Avevo fatto uno scatto, ero a metà campo per dare una mano e sapevo che poi sarei andato dritto in porta. Però a un certo punto vado a terra e pensavo che qualcuno mi avesse toccato da dietro. Ho provato a rientrare, ho continuato a giocare, ma poi è successo di nuovo... E poi un'altra volta ancora, una volta di qua e una volta di là. Se non era la gamba, era la caviglia... Oggi la vedo così: ero comunque giovanissimo e in certi momenti avrei dovuto avere molta più calma prima di affrettare il rientro in campo. Invece è andata così per diverse volte. Quando subisci un infortunio del genere devi prenderti il tempo giusto, magari servono un paio di mesi per recuperare davvero. Non posso tornare indietro, è andata benissimo e sono contentissimo: ho vinto qua con il Milan in un periodo bello".
Addio al Milan, sentivi che era il momento di cambiare ambiente?
"Non era mia volontà, però mi hanno fatto credere che quello fosse il momento migliore. Se oggi dovessi dare un consiglio a un calciatore che sta vivendo la stessa situazione che ho passato io, gli direi di non lasciare l'Europa e di non scegliere quel momento per tornare in Brasile"
Cosa diresti al Pato appena arrivato a Milano?
"Divertiti e fai quello che sai fare: sei felicissimo e fortunato, perché venire al Milan così piccolo non è facile. Tua mamma ti ha lasciato andare via di casa molto presto e si è fidata solo di Dio, l'unico che poteva davvero proteggerti. Tu divertiti e fai la cosa che ti piace di più al mondo, che è giocare a calcio"
Quale maglia di un giocatore del Milan prenderesti?
"Modric. Prenderei la sua: amico mio se sta guardando, puoi regalarmela! È un giocatore che fa impressione e gioca benissimo con il Milan: quando gioca è un Milan, quando non gioca è un altro. Sono contento che stia facendo bene"

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan

