Agresti sul Milan: "La cosa più preoccupante è che non si intravedano un’identità, una fisionomia, una filosofia di gioco"

Agresti sul Milan: "La cosa più preoccupante è che non si intravedano un’identità, una fisionomia, una filosofia di gioco"MilanNews.it
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Il giornalista Stefano Agresti ha parlato del Milan di Ruben Amorim che non ha ancora un'identità ben precisa

Stefano Agresti, sulle colonne della Gazzetta dello Sport, ha parlato così del Milan e del lavoro di Ruben Amorim sulla panchina rossonera: "Amorim non riesce a dare un volto al Milan. È una questione tattica, ma non solo. Cominciamo dalla tattica: lui arriva e spiega che il modulo è e sarà il 3-4-2-1, perché questo è il suo calcio, queste sono le sue idee e non ha intenzione di cambiarle. Non un bel segnale: l’allenatore non può sacrificare le qualità dei suoi giocatori nel nome di un modulo, semmai deve scegliere lo schema che più esalta le caratteristiche della rosa. Fatto sta che quel sistema di gioco non funziona e allora sì che cambia, deve cambiare, ma come? Aggiungendo incertezze, con idee confuse (tipo quella di opporre al Sassuolo una mediana esigua per numero e senza un palleggiatore).

Ma è forse ancora più preoccupante il fatto che nel Milan non si intravedano un’identità, una fisionomia, una filosofia di gioco. Che squadra è il Milan? Chi sa rispondere? Poi ci sono le scelte, e anche queste lasciano perplessi. Una le racchiude tutte: il fatto che Cisse, apparso in bella forma con l’Under 21 e già decisivo in rossonero, sia entrato solo al 78’. Risorsa sprecata. Il tempo per ripartire c’è, ma Amorim deve affrettarsi".