Bianchin: "Amorim ha detto che nelle prossime settimane ruoterà molto e ha un senso. In fretta, però, dovrà trovare dei punti di riferimento"
Luca Bianchin, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport sul Milan di Ruben Amorim: "Proprio tutti i torti, Cristian Chivu non li aveva. Juve-Milan non è sembrata uno scontro diretto per lo scudetto: partita bruttina, con ritmi bassi e poca proposta offensiva. Ci può stare, a settembre, ma alle undici della sera una domanda si fa largo: Juve e Milan potranno correre davvero per lo scudetto? Prima risposta: bisogna andarci piano, ma Inter, Roma e Como sembrano un’altra cosa. Più forti, più strutturate, più squadre.
Il Milan invece ha giocato una partita molto difensiva – va bene, allegriana - e questo si può anche leggere positivamente: umiltà e concretezza non sono brutte compagne di viaggio. Certo, molto andrà costruito, molto dovrà cambiare. “Non abbiamo giocato bene”, ha detto Amorim alla fine. Onesto. La palla è circolata lenta e il Milan per lunghi minuti non è uscito dalla pressione della Juve, che pure non era furiosa. La qualità tecnica della formazione, del resto, non era altissima: Musah, Pavlovic, Estupinan non sono dei principi con la palla. In più, Rabiot e Moreira, per la prima volta titolari, sono stati tra i peggiori in campo. Chiaramente non a proprio agio. Un discorso che si può fare anche per Saelemaekers, schierato da trequartista di sinistra. Amorim, banalmente, deve ancora scegliere i suoi uomini: ha detto che nelle prossime settimane ruoterà molto e sì, ha un senso. In fretta però dovrà trovare dei punti di riferimento per abbassare il coefficiente di rischio".
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