Bocci: "Chivu ha detto una verità sacrosanta! Juve-Milan non è uno scontro per lo Scudetto"
Alessandro Bocci, editorialista del Corriere della Sera, si è così espresso commentando il pari di ieri tra Juventus e Milan: "Cristian Chivu, l’allenatore dell’Inter regina insieme alla Roma, è stato indelicato però ha detto una verità sacrosanta: Juventus-Milan non è uno scontro per lo scudetto. Non adesso, almeno. Negli ultimi tre anni, in cui i nerazzurri hanno vinto il campionato due volte, le grandi storiche rivali del nord hanno perso oltre 100 punti complessivi dai rivali: 52 i bianconeri, 54 il Diavolo. Questo per dire che rimontare tutto in un colpo solo non è facile.
La differenza tra l’elettrizzante sfida di San Siro e quella mediocre dello Stadium è imbarazzante per intensità, volume di gioco, ritmo. A Torino, il Milan si illude giocando all’italiana, ma il pari della Juve, arrivato nel recupero, è più che meritato. Amorim, dopo un’ora di sofferenza, decide di cambiare tre giocatori nello stesso momento. Due di questi saranno letali: Chukwueze fornisce il cross e Cisse, al secondo centro di fila lontano da San Siro, spacca la partita. Mancini prenda nota. Cisse gioca con naturalezza e, a dispetto dei suoi 19 anni, con la serenità di un veterano. Ma il Milan è troppo poco. Solo difesa e qualche timida ripartenza. Prima e dopo la rete non arriva mai dalle parti di Vicario.
La Juve, pur senza incantare, è superiore, più manovriera e coraggiosa, impegna Maignan due volte nel primo tempo con Conceicao e colpisce un palo nella ripresa con lo stesso portoghese, ma anche stavolta si scontra con l’inconsistenza del suo centravanti, l’inutile Kolo Muani. La speranza di Spalletti è che Woltemade, entrato nel finale, possa integrarsi rapidamente nei meccanismi e dare una soluzione ai bianconeri spuntati. Intanto Luciano si arrangia con Gatti centravanti, mossa della disperazione, ripagata dal gol che evita la beffa anche se non cambia la sostanza delle cose.
Dopo appena tre giornate non è il caso di sbilanciarsi in giudizi definitivi, ma la sensazione è che l’assatanata Roma di Gasperini e il Como scintillante di Fabregas siano avanti rispetto alle pallide sfidanti di Torino. Se a San Siro abbiamo assistito a una partita da Champions, quella dello Stadium è nella perfetta tradizione italica degli ultimi tempi. Lenta e mediocre".
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