Brocchi e il suo ritorno al Milan: “Sarei rimasto alla Fiorentina, ma Corvino mi offese perchè mi disse…”
Christian Brocchi, ex giocatore e allenatore rossonero, è stato protagonista di una puntata del podcast di Rompipallone, nella quale ha parlato degli anni vissuti in maglia rossonera. Seguono alcuni estratti:
"Io vado via dal Milan perchè quell'anno lì è quello in cui ho giocato di meno. Allora ad un certo punto ho detto ho bisogno di ricaricarmi, e mi chiama Prandelli. Io avevo fatto un piccolo intervento alla fine della stagione e lui mi chiama quando esco dall'ospedale e mi chiede se volevo andare da lui a Firenze. Sono stato il suo primo acqusito. Quell'anno mi sentivo bene, Lippi mi chiamava e mi diceva 'Sei il miglior centrocampista della Serie A per rendimento'. Poi a fine anno Berlusconi dice che dovevo tornare. Allora mi chiama il Milan, mi fa la sua proposta con 3 anni di contratto. Io a Firenze avevo 2 anni di contratto se non mi avessero riscattato. Io sono andato da Corvino e gli ho detto 'Anche se il Milan è la mia famiglia, se mi dire che mi volete tenere qui, mi avete dato la possibilità di rifarmi, io sto qui. L'unica cosa che ti chiedo è che il Milan mi da il doppio riseptto a quello che mi date voi, non vi chiedo un euro in più, vi chiedo solo se mi fate il terzo anno'. La risposta sua è stata 'Non ti faccio fare la pensione a Firenze'. Io avevo 30 anni, dopo un anno meraviglioso, mi sono alzato e me ne sono andato. Mi sono sentito offeso. Prandelli capì subito e mi diede ragione e allora tornai al Milan e li ho fatto i due anni in cui ho giocato di più in assoluto e l'anno dopo poi sono andato in nazionale"
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