De Paola: "PSG-Bayern mette ancora più in difficoltà il calcio italiano"
Paola De Paola, su TMW Radio è tornato su PSG-Bayern: "Una partita come PSG-Bayern è l'affermazione del paradigma che il talento vince su tutto. Abbiamo visto la voglia di far vedere la propria superiorità rispetto all'avversario, infischiandosene degli schemi.
La bellezza del calcio è che non esiste l'assoluto, ma una partita del genere mette ancor di più in cattiva luce il calcio italiano. Non abbiamo avuto la capacità economica di seguire le altre squadre.
E' il soldo che alla fine fa la differenza. Non riusciamo più a permetterci questi spettacoli. Speravo negli allenatori, speravo ci fosse qualche allenatore italiano che potesse sopperire alla mancanza di qualità con il gioco. Ad oggi la speranza è Spalletti".
Se Milan-Juve non piace non è solo colpa di Max. Arbitropoli: per una volta conviene stare fuori dal giro (LEGGI QUI)
di Franco Ordine
Breve coda alla polemica di inizio settimana. Ho sentito commenti e giudizi scandalizzati a proposito della qualità del calcio esibita da Milan e Juve nella sfida di domenica scorsa. Giusto. Non è la prima volta che in vista di qualche obiettivo primario, le squadre abbiano deciso di adottare una strategia attendista al fine di evitare rischi eccessivi. La qualità di calcio vista è probabilmente identica a quella segnalata anche in Atalanta-Juve finita 0 a 1 con gollonzo di Boga. Ma il punto della questione è un altro e cioè: se Milan-Juve è stata così brutta la responsabilità dello spettacolo è solo di Allegri? E qui si scoprono gli altarini perché la stroncatura è stata messa nel conto soltanto di Max e non invece, in qualità di co-responsabile, anche di Spalletti. Il quale tra l’altro, a parziale giustificazione del suo zero in attacco, ha dichiaratoa fine partita: “Ragazzi, è complicato fare gol al Milan!”. Fine del dibattito.
DI STRISCIO- Le cronache sull’indagine che ha sconvolto il mondo del calcio italiano e in particolare il mondo degli arbitri italiani finita sotto il titolo di “arbitropoli” hanno sfiorato indirettamente il Milan. Come? Spiegazione qui di seguito. Secondo il pm Ascione che ha indagato Gianluca Rocchi, designatore di serie A e B, nella notte del 2 aprile 2025, dedicata allo svolgimento della semifinale di andata di coppa Italia (1 a 1 il risultato finale del derby con il Milan in casa), ci fu un incontro tra Rocchi “e più persone” per “schermare” la designazione di Doveri, sgradito all’Inter, per la finale”. In effetti le designazioni andarono esattamente in quella direzione. Con la noività imprevedibile per lor signori che a qualificarsi per la finale fu poi il Milan di Conceiçao (3 a 0 al ritorno con Simone Inzaghi che ripete stizzito al quarto uomo Aureliano “non voglio recupero!”). A dirigere la finale di Roma fu infatti puntualmente indicato Mariani che secondo i milanisti sorvolò sulla gomitata di Beukema a Gabbia in area di rigore rossonera (il responsabile eventuale fu il varista che non intervenne). Per una volta, ecco dove voglio arrivare, la completa assenza del Milan dal panorama politico-istituzionale del calcio italiano si è rivelata un vantaggio. Altra differenza di cui ora, alla luce di certi sviluppi il Milan può vantarsi, è che non ha mai inserito nei propri ranghi dirigenziali la figura dell’addetto agli arbitri.
POLITICA- Questo non significa che da qui in avanti non si debba occupare del settore. Specie con le elezioni alle viste di Malagò a presidente federale, attese per il 22 giugno, forse è il caso di attrezzarsi e comunque di fare in modo che il club abbia voce e svolga un ruolo da protagonista invece di continuare ad andare dietro le iniziative altrui.
MERCATO- Dalle recenti indiscrezioni provenienti da radio-mercato si colgono i primi incoraggianti segnali di una guida strategica al prossimo appuntamento, condivisa tra club e area tecnica. E bisognerebbe aggiungere finalmente.

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