Kjaer: "Quello Scudetto non penso che se lo aspettasse qualcuno, nemmeno i milanisti quelli veri”

Kjaer: "Quello Scudetto non penso che se lo aspettasse qualcuno, nemmeno i milanisti quelli veri”MilanNews.it
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 21 maggio 2024, 20:10News
di Antonello Gioia

Dopo quattro anni e mezzo, 120 presenze, 1 gol ed uno scudetto vinto Simon Kjaer lascerà il Milan a fine stagione. Ne ha parlato a MilanTV:

Siamo arrivati alla fine di questa lunga avventura, che emozioni provi?

“Tante, positive e negative. È da un paio di mesi che avevo la sensazione che era giusto finire ora, e poi ci sarà una nuova avventura”.

Ci hai sempre creduto in questa cosa, nella stagione 20/21 dicevi che questa era la squadra più forte d’Italia: l’anno dopo è arrivato lo Scudetto. Da cosa lo avevi capito? “

Qualità. Non puoi parlare di Scudetto se non hai qualità. Se riesci ad avere questi standard alti ogni giorno allora puoi fare cose che nessuno si aspettava. Non penso che se lo aspettasse qualcuno, nemmeno i milanisti quelli veri”.

Nell’anno dello Scudetto hai avuto un lungo infortunio… Ma per cosa lo senti particolarmente tuo?

“Se potessi cambiare una cosa nel mio percorso sicuramente direi l’infortunio. Ma mi ha fatto crescere tantissimo. Devi sfruttare i momenti che hai. È stato più facile la gioia pura nel mio lavoro ma anche a casa con la mia famiglia. Ero molto consapevole delle cose che facevo anche prima, ma ora è il doppio. Se devi fare 10 magari ad un certo punto fai 9, poi 8 e così via. Però ogni volta che vai da 10 a 9 devi capire che hai perso il 10%. E se metti tutto insieme diventa tanto. Se fai capire questa cosa allora la squadra può crescere ancora di più. Abbiamo fatto un grande percorso, siamo cresciuti tanto. Bisogna però migliorare ancora”.

Quanto è stato importante l’appoggio di tua moglie in questo percorso?

“Fondamentale. Se non stai bene a casa non stai bene fuori. Per quanto io voglia bene al Milan, rispetto alla mia famiglia il Milan è il “fuori casa”. Milano è anche casa dei miei figli, parlano meglio l’italiano che il danese. Milano è diventata casa”.