Kjaer spiega: "Maldini e Massara mi hanno portato al Milan per dare un impatto soprattutto ai giovani, dare continuità e far crescere il gruppo"
Dopo quattro anni e mezzo, 120 presenze, 1 gol ed uno scudetto vinto Simon Kjaer lascerà il Milan a fine stagione. Ne ha parlato a MilanTV:
Siamo arrivati alla fine di questa lunga avventura, che emozioni provi?
“Tante, positive e negative. È da un paio di mesi che avevo la sensazione che era giusto finire ora, e poi ci sarà una nuova avventura”.
Hai sempre detto che il Milan era un sogno…: “Sono venuto in Italia quando avevo 19 anni al Palermo. Lì ho subito detto al mio procuratore: “Voglio andare al Milan”. C’è voluto un po’ di tempo, però alla fine sono venuto qua e questa è la mia società, il mio luogo e sarà sempre così. Quando sono arrivato qua il Milan era in un periodo molto difficile che durava da tanti anni. Paolo (Maldini, ndr) e Ricky (Massara, ndr) mi hanno portato qua per dare un impatto soprattutto ai giovani, dare continuità e far crescere il gruppo. Penso che il mio lavoro l’ho fatto”.
Sei arrivato in punta di piedi ed in silenzio, ti aspettavi questo impatto? “Dipende ovviamente sempre dal gruppo, io avevo una fortuna, cioè che con me è arrivato anche Zlatan. Non ho mai avuto bisogno di urlare o dare quel tipo di stimolo. Ho potuto lavorare sui singoli, far vedere ogni giorno che si doveva arrivare presto per lavorare e che si andava a casa tardi. Prima che arrivassi qui c’erano 2-3 giocatori agli allenamenti in palestra. Ora ci sono tutti. È stato un percorso anche con lo staff del mister. Ora non c’è nessuno che si rilassa”.

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