L'Italia e la scelta del nuovo ct, Zazzaroni: "Marotta non è il padrone della FIGC. Non si può trattare Malagò come un ragazzo di bottega"

L'Italia e la scelta del nuovo ct, Zazzaroni: "Marotta non è il padrone della FIGC. Non si può trattare Malagò come un ragazzo di bottega"MilanNews.it
© foto di Lorenzo Marucci

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha commentato così sulle pagine del giornale romano in edicola oggi il ruolo di Beppe Marotta nella scelta del nuovo ct dell'Italia: "Della Federcalcio, che ha eletto con percentua-li da ex blocco sovietico, applausi, commozione e buoni propositi il proprio presidente non più di settantadue ore fa, Marotta è un semplice consigliere. Un consigliere molto ascoltato e rispettato, è fuor di dubbio, ma non il padrone. Ne consegue che la pretesa di commissariare ab origine i ragionamenti di Giovanni Malagò sul nuovo tecnico della Nazionale e indirizzare la potente macchina pallonara verso la scelta di un allenatore che non sia Mancini brilla al tempo stesso come un arbitrio e un'inaccettabile ingerenza. Non si può chiamare in soccorso un dirigente del valore internazionale di Malagò per poi trattarlo come un ragazzo di bottega e non si possono armare conventio ad excluden-dum (influenza lotitiana) sul nome di un tecnico, Roberto Mancini, appunto, che potrà non essere simpatico (non lo era neanche da giocatore) ma è un allenatore che con i club ha vinto ovunque e resta il primatista assoluto (al mondo) di partite consecutive in Nazionale senza sconfitte. Trentasette totali, per tre anni esatti di gioia in cui - oggi sembra fantascienza - battevamo Olanda, Spagna e Inghilterra, passeggiavamo con la Turchia, irridevamo la Bosnia e vincevamo un Europeo.

Come ricordavo giorni fa, bisogna provare a essere seri, a non sprofondare nel ridicolo e stare attenti, attentissimi, a non cadere nella trappola del paradosso. Perché se poi scoprissimo che l’avido Mancini è stato fatto fuori per una questione etica e il candidato di Marotta, abituato a stipendi meritatamente robusti, recalcitrasse di fronte all’offerta della Figc e per aiutarlo a convincersi si fosse costretti a ricorrere all’autotassazione (consigliata? Suggerita? Imposta?) degli stessi club di serie A, allora sì che ci sarebbe da ridere. O da piangere? Antonio Conte è uno dei migliori tecnici al mondo, lo ammiro da sempre: merita di nuovo la panchina azzurra, ma dovrà essere una scelta esclusiva di Malagò. Le mani della Lega calcio sul ct della Nazionale fanno rabbrividire. Anche se - qualcuno me lo ricorderà certamente - i club sono il motore del sistema. Mancini o Conte, Conte o Mancini: decida il neopresidente. Che non ha cambiali da pagare".