MN - Benfica, Silva in conferenza: "Mi aspetto un Milan che muta. Per Amorim è facile..."
Marco Silva, allenatore del Benfica, è presente in conferenza stampa da San Siro alla vigilia della sfida contro il Milan, valida per la prima giornata della fase campionato di Europa League.
Come arrivate a questa sfida?
"Continuo a dire che siamo ancora lontani dal nostro ideale e voglio convincere di questo anche i nostri giocatori. È un buon inizio, il che non significa che non siamo soddisfatti di ciò che stiamo facendo e dell'evoluzione della squadra: mentirei se dicessi il contrario. Stiamo crescendo e siamo soddisfatti. Basta guardare cos'sono state le nostre prime partite, ma più in generale quella che è stata l'evoluzione complessiva. È chiaro che la squadra sta migliorando e sta creando l'identità con cui vogliamo veder giocare il Benfica: da questo punto di vista siamo migliorati. Sono contento del comportamento dei giocatori, della loro crescita e dell'atteggiamento con cui si presentano ogni giorno agli allenamenti per migliorare, cosa che si sta riflettendo anche in partita. Tuttavia, continuo a ripeterlo perché solo così ha senso per me: abbiamo ancora tantissimo da migliorare, sia individualmente che collettivamente. Se miglioriamo ogni giorno anche solo di un poco, nel giro di settimane e mesi questa evoluzione diventerà evidente per noi, ed è esattamente ciò che vogliamo.
Come sta Prestianni?
"Per quanto riguarda la questione relativa a Prestianni, questo inizio di stagione ha dimostrato che a sinistra funziona benissimo, senza dubbio. Se vi dicessi il contrario mentirei, perché i dati sono lì: voi analizzate le partite e lo vedete. La realtà è che è più preparato anche per aiutare la squadra in altre posizioni. Con noi quest'anno non ha iniziato nessuna partita a destra, dove l'anno scorso ha giocato praticamente sempre, ma il suo rendimento è stato eccellente, da giocatore che sta crescendo giorno dopo giorno, partita dopo partita. Può giocare per vie centrali come ha fatto nelle ultime due o tre gare o in svariate occasioni con me durante quest'anno, ed è una decisione che spetta a noi prendere. In molti momenti questo finisce per essere un bene per noi, perché avendolo in campo possiamo spesso cambiare posizione a un giocatore senza fare sostituzioni. Come abbiamo fatto lo scorso fine settimana, potevamo mettere un giocatore più creativo dentro al campo: negli ultimi 20-25 minuti abbiamo inserito Lukebakio con un profilo più creativo in quello spazio in cui stava giocando Prestianni, spostando quest'ultimo a sinistra, e la cosa ha avuto un impatto molto grande. I numeri sono chiari, non credo abbiate bisogno della mia risposta per questo. È più che pronto per giocare in quelle posizioni dietro la punta, su entrambe le corsie o come trequartista nella nostra squadra: è preparato per farlo e lavora su questi ruoli anche in allenamento. A essere sincero, fino a oggi non lo abbiamo fatto lavorare molto a destra , anche perché in quello spazio abbiamo impiegato di più Rafa e anche Lukebakio si allena naturalmente in quella posizione. Ad ogni modo, è un giocatore che sta avendo un'influenza enorme sulla squadra, e questo per noi è la cosa più importante".
Che Milan si aspetta?
"Una partita molto difficile, senza dubbio. Due squadre abitudine a stare in un'altra competizione e non in Europa League, per la loro storia e per quello che sono stati gli ultimi anni nelle coppe europee. La realtà, però, è che entrambe si trovano in Europa League. Noi abbiamo dovuto percorrere un cammino ancora più difficile, giocando sei partite per essere qui, per circostanze diverse. È una sfida davvero complicata. Qualsiasi squadra che gioca qui, sia a livello nazionale che europeo, finisce sempre per incontrare grandi difficoltà, perché è un campo ostico per via della qualità della squadra di casa. Proprio come se loro venissero a giocare all'Estadio da Luz: incontrerebbero le stesse identiche difficoltà. Giustamente. Il loro allenatore ci conosce bene: conosce bene il Benfica e conosce bene la squadra. C'è una conoscenza reciproca tra me e Ruben, e di Ruben verso di me, per via del breve periodo trascorso in Inghilterra e del numero di volte in cui ci siamo affrontati. Oggi come oggi, comunque, non ci sono più segreti: anche se non ci fosse questa conoscenza reciproca o il legame di Ruben con il calcio portoghese, reperire informazioni è semplice. La preparazione risulta ormai facilitata da tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Si preannuncia quindi una gara molto complicata, in cui speriamo di essere all'altezza, come è nostro dovere".
Amorim dice che Pahlinha giocherà?
"È una conclusione a cui Rúben è arrivato. Domani capirete se avrà avuto ragione o meno. Ciò che potremo schierare o meno domani riguarda principalmente noi e la sequenza di gare che stiamo affrontando. Non ha molto a che fare solo con la partita di domenica. Ha a che fare molto di più con quanto abbiamo giocato da quando siamo andati a Madeira fino alla gara di domani: saranno 11 giorni in totale. In questi 11 giorni ci sono state tre partite, tutte e tre fuori casa. È quasi umanamente impossibile schierare gli stessi 11 titolari per quattro gare in 11 giorni: giocare ogni tre giorni, o persino meno, ci impone di essere intelligenti nella gestione. Oggi avevo dei dati sulle condizioni fisiche dei giocatori, domani ne avrò altri e prenderò la decisione migliore per la partita di domani e, soprattutto, per la tenuta fisica di alcuni di loro. Ne stiamo gestendo diversi ed è stato possibile farlo, ma abbiamo altri calciatori che sono già a quota dieci partite in questa fase della stagione. Non è tanto per il numero complessivo di gare, dato che siamo all'inizio della stagione, ma per l'intensità delle ultime quattro. Potreste dirmi che è stata una decisione del Benfica recuperare la partita con il Moreirense senza inserirla in mezzo al play-off: è una decisione nostra ed è una realtà, ma all'epoca non c'era ancora stato il sorteggio di Europa League, che ci ha destinato un'ulteriore trasferta. Tutto questo fa parte di una stagione e sono decisioni che dobbiamo prendere in anticipo. L'abbiamo presa e non ce ne pentiamo affatto. Domani sarà una nuova partita per noi, in cui analizzeremo le condizioni della squadra e sceglieremo la formazione migliore per iniziare la gara, tenendo conto sia della strategia sia dell'aspetto fisico, che inciderà notevolmente sulle scelte".
Come affronterà Modric e Rabiot?
"Il Milan è una squadra di grande qualità, quindi è difficile da pressare in ogni momento della partita. Crediamo che domani, per la dimensione della gara e giocando in casa, la pressione farà probabilmente parte della loro strategia. Tuttavia, è una formazione che, nel momento in cui quella stessa pressione viene superata, ha la capacità di ricompattarsi. Per questo non la vedo solo come una squadra che pressa continuamente nell'ultimo terzo di campo, guardando a quelle che sono state le loro ultime quattro partite ufficiali. Va detto che si è trattato di gare di natura diversa, alcune, o quasi tutte, giocate fuori casa, quindi è difficile prevedere con certezza cosa accadrà, ma si capisce perfettamente che è una squadra che vuole fare passi in avanti sotto questo aspetto. Lo stesso Ruben ne ha parlato questa mattina e ha poi menzionato le connessioni tra i reparti. Sono una squadra diversa se Rabiot gioca nei due di centrocampo oppure se agisce in una posizione più avanzata: come si è visto nelle prime partite, giocando più alto con quei due esterni più interni, per così dire, cambiano assetto. Quando invece Rabiot si affianca a Modric o all'altro mediano, la squadra acquisisce dimensioni differenti sotto un altro aspetto, guadagnando un giocatore con maggiori doti offensive anche in seconda linea. Si tratta quindi di una formazione capace di mutare, a prescindere da dove vengano impiegati determinati calciatori che sono versatili e sanno ricoprire più ruoli".

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