Pastore: "Allegri si comportava così anche al Milan: informando, facendo filtrare un po’ le voci, cerca di chiarire la propria posizione"

Pastore: "Allegri si comportava così anche al Milan: informando, facendo filtrare un po’ le voci, cerca di chiarire la propria posizione"MilanNews.it
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Oggi alle 14:36News
di Antonello Gioia
Giuseppe Pastore, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli per approfondire i temi legati a Massimiliano Allegri.

Giuseppe Pastore, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli per approfondire i temi legati a Massimiliano Allegri.

Intorno al Napoli e ad Allegri c’è già la ricerca di un colpevole oppure si sta cercando una soluzione?
“Se fosse già iniziata la caccia al colpevole sarebbe un problema, visto che ci sono ancora 33 partite di campionato, almeno sette di Champions. La stagione non prevede che a settembre si trovi il colpevole, si prevede la ricerca di soluzioni. A me sorprende molto, ma forse non dovrei più essere sorpreso, continua a sorprendermi il fatto che arrivino i bollettini su tutti i giornali da Castel Volturno ogni giorno, anche se non si allenano. Evidentemente si tratta di un modus operandi che io ricollego ad Allegri, perché si comportava così anche ai tempi del Milan, in cui è il tecnico che, informando, facendo filtrare un po’ le voci da Castel Volturno, cerca di chiarire la propria posizione. Non mi pare un atteggiamento corretto in generale, proprio perché se ci sono dei problemi li si affrontano tutti insieme, non con il distinguo: io non c’entro niente perché volevo un’altra punta, io non volevo Lucca, le premesse erano altre e quei senatori sono deludenti. Tutto questo è un pezzo di verità, perché nessuno è innocente, ma se nessuno si assume la responsabilità, che mi sembra il comportamento più maturo quando c’è una serie di problemi, ognuno scarica la responsabilità sugli altri e questo non fa il bene di una squadra. Vi sembra unito il Napoli in questo momento, intanto come società e non solo come spogliatoio? A me no, sinceramente. C’è un presidente che parla spesso ma ha un po’ sottratto l’appoggio all’allenatore che aveva scelto a luglio. Oltretutto vengono fuori voci di allenatori come Italiano che avevano chiesto garanzie.

Mi pare che serva un po’ più di concentrazione sul futuro, che vede il Napoli impegnato in partite decisive per non perdere altro terreno dalla testa, mentre invece stiamo già a pensare al mercato di gennaio, stiamo già pensando a quello che sarà un futuro che è tutto da scrivere in queste pagine. Però ho capito che l’allenatore tende sempre un po’ ad autoassolversi negli ultimi anni della sua carriera. Non bisogna farlo. Se ci deve essere un’analisi, un commento, uno studio dei problemi del Napoli, si deve partire da chi la squadra la mette in campo e la mette in campo con risultati fin qui discutibili. Il peggior attacco degli ultimi vent’anni, un attaccante, una prima punta, che tocca pochissimi palloni e poi quando va in Nazionale invece torna a segnare e giocare bene. La partita di De Bruyne ieri sera avrà fatto fischiare parecchio le orecchie di Allegri, visto il De Bruyne di ieri sera che sembrava tutt’altro giocatore. Queste cose mi sembrano oggettive e mi sembrano un punto di partenza necessario invece di parlare di mercato, di presidenti che mancano, di gente che non è adeguata. I giocatori il Napoli ce li ha e dovrebbe cercare di utilizzarli meglio. Non vorrei che Allegri fosse stato preso per accompagnare il morto, richiamando quelle parole che aveva detto Conte”.