Pedullà: "Ma Pulisic cos'ha? La rogna? Amorim ha fatto la formazione tirando i dadi"

Pedullà: "Ma Pulisic cos'ha? La rogna? Amorim ha fatto la formazione tirando i dadi"
© foto di Alfredo Pedullà
Alfredo Pedullà, giornalista, si è così espresso a Sportitalia sulle scelte di Ruben Amorim per Milan-Benfica e, in generale, per la rosa rossonera.

Alfredo Pedullà, giornalista, si è così espresso a Sportitalia sulle scelte di Ruben Amorim per Milan-Benfica e, in generale, per la rosa rossonera: "Sinceramente si è imbrocchito in un modo clamoroso. Se andiamo a vedere l'Amorim dello Sporting, era un allenatore ispirato: aveva forse poco da rimetterci e tutto da guadagnare. Era un allenatore che aveva legittimato il suo salto di qualità al Manchester United perché giocava un calcio spettacolare e organizzato, con la gente al posto giusto e senza invenzioni. È impazzito, tecnicamente è impazzito.

Oltretutto non capisco: cos'ha Pulisic, la rogna? Che cos'ha, non può giocare? Ditemi. Secondo me ha fatto la formazione tirando i dadi; è normale? Poi vorrei capire: Pulisic cos'ha? Sul contratto c'è scritto che deve entrare al sessantesimo? Lui ride, ma poi ridono gli altri. Cos'ha Pulisic, mi spieghi? Penso che un allenatore che prima di una partita dica 'Non sono adatti al mio sistema' sia già un allenatore che ha mollato a settembre. Poi vorrei capire da voi: se spendi 50-55 milioni per un esterno come Moreira, perché va in panchina? Può giocare in una difesa a tre con Terracciano? Questa è una follia pura. Sembra quasi che lo faccia apposta.

Oltretutto, siamo convinti che il Milan arriverà tra le prime quattro? Io non ne sono convinto, soprattutto con questo andazzo. Non vuoi partire bene con una formazione logica, vuoi onorare questa manifestazione che ti dà un accesso in Champions partendo bene con i titolari, giocando con Gila, Pavlovic, De Winter, Moreira, Pulisic, Rabiot? Perché non l'ha fatto? È più facile che arrivi il Cagliari tra le prime quattro piuttosto che il Milan: il Cagliari è una squadra organizzata, la mia non era una battuta".