Ravezzani sull'inchiesta arbitri: "Talmente sconclusionata che io dissi subito che mi sembrava ci fosse tanto rumore per nulla"
Fabio Ravezzani, giornalista, si è così espresso sul suo canale Youtube sulla inchiesta sugli arbitri e le ultime conseguenze del processo: "Era un'inchiesta talmente sconclusionata fin dall'inizio che io mi sono permesso di dire da subito che mi sembrava ci fosse tanto rumore per nulla.
Come nasce questa inchiesta? Nasce perché c'è un tifoso, che di mestiere fa l'avvocato, il quale vede Inter-Verona, ritiene che sia successo qualcosa di strano negli spogliatoi e fa un esposto alla Procura di Milano. Ora, la Procura, di fronte all'esposto di un tifoso che ha visto una partita ritenendo che ci sia stato un episodio a danno della sua squadra, normalmente dovrebbe liquidare la cosa e dire: "Va bene, caro avvocato, abbiamo di meglio da fare, lei pensi ai casi suoi e noi andiamo avanti con le inchieste serie". C'è invece questo PM, Ascione, che dice: "No, io adesso metto sotto intercettazione come in Calciopoli e vedo di scoprire l'arcano".
Qual era il teorema del PM Ascione? Che nella volata finale tra Inter e Napoli - vinta, lo ricordo, dal Napoli - ci sia stata un'ingerenza da parte della classe arbitrale e del designatore per aiutare l'Inter. Di questo si trattava. E non solo: questo designatore avrebbe compiuto alcune azioni, sempre secondo il teorema dell'accusa, per condizionare gli uomini al VAR e cambiarne le decisioni imponendo le proprie.
Allora, vediamo di cosa si tratta e cosa è successo, ma anche quello che rimane un po' irrisolto in questa inchiesta, che non fa del tutto chiarezza.
Prendiamo le busse di Rocchi ai vetri: Rocchi, vedendo che un arbitro al VAR stava prendendo un abbaglio, bussa sui vetri come a dire: "Cosa stai facendo? Non vedi che non è così?". È un reato? Non è un reato. Ha condizionato il VAR? Meno male, perché ha evitato un errore clamoroso e ha cercato solo di fare giustizia; non c'era alcun dolo nel suo comportamento, è stata la reazione umana, comprensibile e condivisibile di chi vede un proprio sottoposto commettere un errore grave.
A denunciare Rocchi per questa cosa erano stati degli assistenti dismessi dallo stesso Rocchi. Che cosa vuol dire? Che il designatore, alla fine di una stagione, inevitabilmente deve promuovere qualcuno e bocciare qualcun altro. Il bocciato può prenderla bene o può prenderla male; se la prende male dice: "Lo sapete che Rocchi, in quell'occasione...?" e gli fa un dispetto. Devo dire che è stato archiviato tutto e non c'è nulla di penale o illecito.
C'è invece la vicenda delle pressioni che avrebbe subito Rocchi da parte dell'Inter, con alcune intercettazioni che oggettivamente risultano imbarazzanti. Non è bello vedere un designatore che dice: "Questo arbitro non lo vogliono, mandiamogliene un altro" oppure "Su questo ci rompono le scatole, mandiamo quell'altro". Perché non è bello? Perché a tutti noi piacerebbe sapere che un designatore sia totalmente libero di mandare chi ritiene più bravo ad arbitrare una partita, indipendentemente dalle pressioni.
C'è però una cosa che non torna in tutta questa vicenda: ma davvero per sei mesi Rocchi non ha mai ricevuto una telefonata - o comunque non l'ha ricevuta il suo uomo addetto ai rapporti con i club - da parte di qualche altra società che mettesse in discussione l'operato di un arbitro o chiedesse di non vederlo per un po' di tempo? Sembra veramente strano che soltanto l'Inter abbia fatto qualcosa del genere. Anche perché, se andiamo a vedere la storia dell'ultimo campionato, quello conclusosi nel maggio del 2026, ci sono delle situazioni a dir poco anomale riguardo alle designazioni".

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